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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 31 agosto 2013

Frammento


Cesare Matchesini, Borgo, olio su tela


sentimento vago,
rintocco mattutino
nel mio borgo
dove tutto tace;
l'attesa è quella usata,
quella semplice e vera
il chiaro ad est
stempera il sonno...

Anonimo
del XX° secolo
frammenti ritrovati



venerdì 30 agosto 2013

Valse e riflesso

File:Pierre-Auguste Renoir 146.jpg
Pierre-Auguste Renoir
Dance at Bougival, 1882-1883
Il valzer è una danza in ritmo ternario nata alla fine del XVIII secolo come evoluzione del Ländler. Diffuso inizialmente in Austria e nel sud della Germania, il valzer conquistò ben presto gran parte dell'Europa: dalla Francia (dove fu introdotto da Maria Antonietta) alla Russia, dall'Italia all'Inghilterra, diventando una danza internazionale. Il successo fu dovuto non solo al carattere fluente e orecchiabile della musica ma anche al fatto che per la prima volta la coppia di ballerini danzava abbracciata. Il valzer si affermò a Vienna all'inizio del secolo XIX con Johann Strauss padre e il suo amico, collega e rivale Joseph Lanner. In seguito, il valzer viennese conservò un andamento veloce e spigliato, mentre in Francia la nuova danza toccò la massima popolarità all'interno del genere operettistico, acquistando un carattere più languido e sentimentale. In Inghilterra alla fine del XIX secolo si affermò il valzer lento. Presente sporadicamente nelle opere dei grandi compositori del classicismo viennese (le danze di corte composte da Joseph Haydn e Ludwig van Beethoven, il quale, oltre a scrivere alcuni minuetti a tempo di valzer, diede il titolo di valzer ad alcuni brani per pianoforte), il valzer si impose in ambito colto all'inizio del XIX secolo, grazie a Johann Nepomuk Hummel (che ne definisce il canone formale) e a Carl Maria von Weber. In Francia diventò una forma classica, pianistica e sinfonica, grazie a Hector Berlioz e Fryderyk Chopin. In Italia si sviluppò soprattutto in ambito operistico, mentre in Russia fu impiegato correntemente da Pëtr Il'ič Čajkovskij, in particolare nei balletti ma anche nelle suite e nelle composizioni per pianoforte. Altri compositori dell'Ottocento che si dedicarono alla composizione di valzer furono Josef Strauss, Eduard Strauss, Emile Waldteufel, Charles Gounod, Jacques Offenbach, Carl Michael Ziehrer. Nel secolo XX il valzer viennese sopravvisse nelle opere di compositori come Franz Lehar e Robert Stolz, ma anche i compositori espressionisti e pre-espressionisti di area germanica - da Gustav Mahler a Richard Strauss e Alban Berg - lo utilizzarono largamente, sia pure con uno spirito nuovo, caustico e dissacratorio. Il valzer fu usato anche nella musica jazz. Uno dei principali esponenti fu Bill Evans che spesso utilizzava il tempo 3/4 o anche il 5/4 nelle sue improvvisazioni. Non è possibile non citare il tipico valzer romagnolo (famosi sono quelli di Secondo Casadei) che si balla ancora oggi nelle balere (da wikipedia).

Valse brillante

Una danza di Chopin irrompe nella sala,
una frenetica, scatenata danza,
Le finestre riflettono aria di tempesta,
una corona appassita orna il pianoforte.

Il pianoforte tu, il violino io,
così suoniamo e non finiamo mai
ed aspettiamo ansiosi, tu ed io,
chi romperà per primo l' incantesimo.

Chi si fermerà per primo in mezzo al ritmo
e spingerà via da sé i lumi,
e chi per primo farà la domanda
alla quale risposta non c'è.

Hermann Hesse


danzeremo insieme,
sui bordi del sole
a cavallo del nulla
come scie di comete...

giovedì 29 agosto 2013

Poesia e riflesso


La morte


Conoscere il segreto della morte
significa cercare nel cuore della vita
svelare il mistero della luce.
Significa spalancare le porte del cuore
sui cieli dell'universo,
poiché la vita e la morte sono unite
indivisibili
proprio come lo sono il fiume e il mare
la terra e il cielo, l'alba e il tramonto
ed è nel profondo delle speranze
e dei desideri
che giace silenziosa
la conoscenza dell'aldilà.
E così come semi sognanti sotto la neve
ogni cuore sogna la primavera.
Così nei sogni
è nascosto il cancello dell'eternità.
E così morire
è bere dal fiume del silenzio
è scalare la cima del monte
significa stare nudi nel vento
e sciogliersi al sole.
Significa liberare il respiro
perché possa elevarsi
e cercare Dio.

Kahil Gibran


e Dio?
dove ho messo Dio?
la luce dell'alba
è greve di pioggia,
un tuono,
lontano...

mercoledì 28 agosto 2013

Brezza

In meteorologia la brezza è un vento debole, solitamente classificabile fra i gradi 2 e 3 della Scala di Beaufort, e quindi con una velocità compresa tra i 7 e i 20 km/h. Si verifica in presenza di un campo di alta pressione, con assenza di masse d'aria in transito nell'atmosfera. la brezza è un vento periodico, spesso influenzato dai mutamenti di pressione e dalle differenze di temperatura.

Brezza di mare e di terra
La brezza marina è un vento diurno che spira nelle zone costiere dal mare verso terra. È causato dal minimo depressionario che si forma sopra la terraferma a causa del diverso ""calore specifico"". L'acqua ha un maggiore calore rispetto al terreno, per cui si riscalda e si raffredda più lentamente rispetto al suolo che, invece, tende a cedere il calore all'aria con una maggiore velocità di scambio. Il terreno, quindi, di giorno si scalda, e riscalda l'aria che lo sovrasta e questa tende ad innalzarsi. Questo comporta un abbassamento della pressione al livello della superficie terrestre, di conseguenza l'aria che si trova sopra la superficie del mare, più fresca e in una zona a pressione maggiore si sposta quindi verso la debole depressione generatasi sopra la terraferma inducendo un vento debole. Durante la notte la situazione si inverte. Il terreno si raffredda più velocemente del mare: la zona di bassa pressione si sviluppa quindi sopra l'acqua. Questa situazione genera un vento dalla terraferma verso il mare, detta brezza di terra. Fenomeni analoghi possono avvenire anche in presenza di superfici lacustri.

Brezza di monte e di valle.
Nelle zone montuose la brezza si manifesta con modalità simili ma cause differenti. In questo caso infatti, oltre che la temperatura anche la conformazione del terreno concorre al formarsi del fenomeno. Al sorgere del sole, solo le cime dei monti ricevono la luce, e con il passare della mattinata le pendici esposte al sole assorbono più calore dei fondovalle. L'aria calda risale quindi dai fianchi dei monti verso le cime, e l'aria fredda del fondovalle sale per sostituirla. Si genera quindi un movimento d'aria dalla valle (basso) verso la montagna (alto). Nella notte la situazione si inverte, e le aree che prima erano calde ora cedono calore e l'aria fredda più pesante, per cause in parte convettive e in parte gravitazionali, scende verso il fondovalle. La brezza di monte è quindi un vento catabatico, mentre la brezza di valle è un vento anabatico (da wikipedia).



Brezza

Debole brezza
mattutina,
come una carezza,
presto la mattina;
ogni volta è ritorno
arranco
quando viene giorno,
già sveglio e stanco.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

martedì 27 agosto 2013

Tavolozza e poesia

La tavolozza è uno strumento utilizzato in pittura per preparare e mescolare i colori prima della loro stesura sul supporto pittorico.
Può avere varie forme e dimensioni, ma solitamente è una piccola asse o tavoletta (di legno o di plastica, di forma ovale o rettangolare), dotata di un foro che permette di sorreggerla infilandovi il pollice e facendo aderire l'oggetto al braccio (dalla rete).

Hai colorato
i miei pensieri
e i miei sogni,
con gli ultimi riflessi
della tua gloria,
Amore,
trasfigurando
la mia vita
per la prossima bellezza
della morte.
Come il sole,
al tramonto,
ci lascia intravedere
un angolo di cielo,
hai mutato il mio dolore
in gioia immensa.
Per incanto, Amore,
vita e morte
sono diventate
per me
la stessa grande
meraviglia.

Rabindranath Tagore


dal blu all'azzurro,
dal nero al bianco,
colori spargono pace
nei pensieri,
sulle cose;
il cuore perarltro
continua il suo corso...

lunedì 26 agosto 2013

Poesia e riflesso


Temevo che la furia del mio vento
rovinasse tutti i germogli belli & veri,
e il mio sole è brillato & brillato,
ed il mio vento non ha mai soffiato.

Ma un germoglio bello o vero
non fu trovato su nessun albero,
perché tutti i germogli crebbero e crebbero
senza frutti, falsi, anche se belli da vedere.

William Blake

Fulvio Cavaliere,
 Alberi al vento, olio su tela

fantasie corrotte nei sogni,
l'anima agitata ha paura,
richiude le porte
e di nuovo infeltrisce...

domenica 25 agosto 2013

Soliloquio

Il soliloquio (dal latino solus "solo" e loquor "parlare") è spesso usato in una situazione drammatica, quando il personaggio si riferisce ai pensieri e ai sentimenti di se stesso oppure parla di fronte ad un pubblico senza affrontare uno degli altri personaggi, e viene fatto spesso quando si è soli o si pensa di essere soli.
È distinto dal monologo.
I soliloqui sono usati di frequente nei drammi poetici.
I drammi in prosa tendono ad usare uno stile più realistico e raramente si hanno dei soliloqui.
Le commedie di William Shakespeare sono spesso caratterizzate da soliloqui (dalla rete).



Soliloquio

Compresso nel sogno
disegno,
cose a me stupide e care,
la vaga presenza
essenza
di anime grandi e lontane.
Nel vago chiarore del lume
riprendo le solite frasi,
quelle che urlo di notte,
quelle che fermo sui fogli.

Anonimo
del XX° secolo,
poesie ritrovate

venerdì 23 agosto 2013

Drago

Il Drago è l'unica creatura mitologica dello Zodiaco cinese. In Cina, i draghi sono associati alla forza, alla salute, all'armonia e alla fortuna; vengono posti al di sopra delle porte o sui tetti per bandire i demoni e gli spiriti maligni. L'Anno del Drago è associato al simbolo della divisione dell'anno. Nella cultura Cinese, durante gli anni del Drago sono nati più bambini rispetto agli altri anni. Il Drago è onnipotente. È vistoso, attraente e pieno di forza e vitalità. In Cina, il Drago è il segno dell'Imperatore cinese o l'elemento maschile Yang. Il Drago è il simbolo del potere e della ricchezza. È giusto dire che le persone nate nell'anno del Drago hanno un naturale carisma e sono sicuramente dotate di potenza e fortuna. È improbabile che passino inosservati ad una festa o ottengano il secondo posto in una competizione. Il Drago ha una mente attiva e mostra un forte interesse per il mondo che lo circonda. È una persona sicura di sé al punto da sapere come dare una buona impressione. Siccome sono più grandi della vita stessa, i Draghi fanno qualsiasi cosa su larga scala. Sono egoisticamente egocentrici e ambiziosi, al limite della megalomania. Non si fermano di fronte ad alcun ostacolo per ottenere ciò che desiderano. Una persona nata in questo anno indossa la corona del destino ed è capace di ottenere grossi risultati, se sa come sfruttare la sua straordinaria energia, l'intelligenza e il talento. Pur amando essere al centro dell'attenzione, queste persone hanno anche un aspetto coraggioso e caritatevole. Se un amico di un Drago si trova di fronte ad un problema, egli offrirà aiuto, e quando gli altri lasciano il campo di battaglia, il drago fa un passo avanti per risolvere il problema dell'autorità e della dignità. I Draghi richiedono che le azioni, per loro o per gli altri, siano efficienti e sono sorpresi quando gli altri non riescono ad occuparsi di un compito; sono così trasportati dal processo di azioni che non vedono le debolezze delle altre persone. Impieghi ideali per i Draghi sono: re, ufficiale militare, politico, musicista, poeta, artista, ingegnere biologico e ambientale, operatore di borsa, atleta, direttore di compagnia, esploratore,avvocato e giurista. Il Drago è molto compatibile con il Topo, la Scimmia, il Serpente e il Gallo (dalla rete).


Il mio voto

Il fiume giallo corre all'oceano dell'Est,
il sole scende verso il mare dell'Ovest.
Come il tempo, l'acqua fugge per sempre.
Non arrestano mai la loro corsa.
Con giovinezza scompare primavera,
l'autunno giunge coi miei capelli bianchi.
La vita umana è più corta di quella di un pino.
Che meraviglia, allora,
se la bellezza fugge e fugge la forza?
Perchè non posso inforcare un Drago celeste
per respirare essenza di luna e di sole
e divenire immortale?

Li Po


linee discostanti
alterano le visuali;
il blocco è forte,
non ho disgiunto
solo attendo...

giovedì 22 agosto 2013

Poesia e riflesso

Il tempo passato

Come il fantasma d'un amico amato
è il tempo passato.
Un tono che ora è per sempre volato
via, una speranza che ora è per sempre andata
un amore così dolce da non poter durare
fu il tempo passato.

Ci furon dolci sogni nella notte
del tempo passato.
Di gioia o di tristezza, ogni
giorno un'ombra avanti proiettava
e ci faceva desiderare
che potesse durare
quel tempo passato.

C'e' rimpianto, quasi rimorso, per
il tempo passato.
E' come il cadavere d'un bimbo molto
amato che il padre veglia, sinché
alla fine la bellezza e' un
ricordo, lasciato cadere
dal tempo passato.

Percy Bisshe Shelley


passato e presente
in un continuum stanco
fuori le api
suggono i fiori...

mercoledì 21 agosto 2013

Preghiera

Il vero amore deve sempre fare male. 
Deve essere doloroso amare qualcuno,
doloroso lasciare qualcuno....
Solo allora si ama sinceramente.

Madre Teresa di Calcutta

e amore fatto di vento,
quello che passa,
amore fatto di niente,
eppure sconquassa...