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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 31 ottobre 2007

lunedì 22 ottobre 2007

CINESERIE

L'amore è la chiave che apre tutte le porte dell'impossibile.
L'amicizia e l'amore non si chiedono come l'acqua, ma si offrono come il te.
Tutti gli uomini sono simili. Le abitudini li fanno diversi
Colui che nel cuore coltiva troppi desideri, non può compiere azioni generose
E' stolto colui che si ostina ad occupare un posto che sa di non meritare
La luce della saggezza illumina gli uomini, lo sguardo di una donna illumina il mondo
Per guardare lontano non c'è bisogno di scalare la montagna, per trovare l'amore non c'è bisogno di cercare
Non basta un giorno freddo per gelare un fiume profondo
Nulla è più leggero e debole dell'acqua, eppure nulla la eguaglia nel bucare la pietra
Il vaso vale per ciò che può contenere
Chi non fa nulla per vivere è più saggio di chi per vivere si affanna
Quando un popolo non ha paura della morte vuol dire che chi lo governa considera troppo la vita
Prima di costruire una casa, informati sul vicinato
La giustizia degli uomini è simile alla tela del ragno, il calabrone può passare ma il moscerino si impiglia
Non è cosa da poco il dormire, poiché bisogna star svegli un giorno intero per arrivarci

domenica 21 ottobre 2007

Voici la danse des feuilles...

Voici la danse des feuilles dans les allées,
Elle emporte l'espoir fleuri des nouveax
Et des ruthmes de mort descendent les vallées.

Le vent automnal balance les grands pavots
Qui penchent tristement l'orgueil de leurs corolles;
L'hiver attelle ses mystérieux chevaux.

Impassibles et froids ainsi que des idoles,
Le poirtrail hérissé de neige et de glaçons,
Ils passeront avec de blanches auréoles.

Ils entrainent, loin de la joie et des chansons,
Vers le palais oùpleurent les anciennes gloires
Parmi le souvenir des défuntes moissons.

Ils entrainent, vers les grottes mornes et noires,
Où s'alanguissent les roses et les lilas,
Fleurs maigres dont l'ennui décolore les moires.

Monotone, le vent sonne toujours le glas
Des matins lumineux et des nuits ètoilèes,
Et fai tournoyer, sans jamains en etre las,
La danse des feullers mortes dans les allées.


André-Ferdinand Herold, Chevaleries sentimentales, 1893



venerdì 19 ottobre 2007

Brainstorming




Nulla è più pericoloso di un'idea,
se è l'unica che avete.


Emile Chartier


mercoledì 17 ottobre 2007

Riflessione


Gli specchi riflettono senza parlare.
Alcune persone parlano senza riflettere.

nrko86

Il silenzio dei reprobi

Il silenzio come unica verità possibile?
La domanda è: "Chi ascolta veramente?".
Raramente chi parla viene ascoltato; sovente l'uditore percepisce nient'altro che l'eco dei propri pensieri.
"Spesso mi sono pentito di avere parlato, mai di avere taciuto" disse un saggio.
Il male di vivere sta nell'accidentalità del viaggio compiuto dalla Parola e dall'estrema incertezza del suo destino?
Ci sono ambienti (segnatamente quelli che dovrebbero educare alla comunicazione) nei quali sopravvivo solo se taccio e, ogni volta che articolo una frase, le mie parole mi ritornano sotto forma di menzogna.

Eugenio Montale scrisse:

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
a
gli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.

Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.


Significa che abbiamo un maggiore controllo dell'inautenticità e che ad essa siamo destinati?

Ci dissolviamo: la nostra apparenza si sbiadisce nell'indeterminatezza e nell'intercambiabilità del significato.
L'Essere non appartiene al mondo dei fenomeni, vive in sé.
Ma noi siamo sbarcati in questa dimensione distorta, nella quale il tempo e lo spazio non hanno nulla a che vedere con lo scorerre dei nostri pensieri.


Il treno corre verso il precipizio, ma il dolore vero non è l'inevitabile fine, bensì la tristezza che aleggia sui viaggiatori, ignari di sé, tesi verso un infinito che si alimenta di torpide particelle di finitezza.
Ogni giorno reinventiamo il limite, vinti dalla vertigine di ciò che non siamo e che non vogliamo.
L'inautenticità ti passa sopra come una nube tossica. Ti piega e ti confonde, finché ci sei dentro.
Passerà poi una folata di vento: un riff di una chitarra elettrica, un assolo di Dexter Gordon, un pensiero felice, il post di un amico.

Respingi il nodo alla gola, le esalazioni che ti hanno intorpidito la mente. Procedi, un po' appesantito, cerchi di recuperare la consapevolezza, lo scetticismo che ti ha sempre salvato.
Desideri andartene a fare la Guardia Forestale in Norvegia ma sai che resterai. Hai scelto tu i legami, non perdere te stesso. Scendi in fondo al tuo Essere, là dove nemmeno la tua mente annebbiata può confondere ciò che SEI.

Infine riemergi nel mondo, provi compassione per queste anime fragili. Sai che non puoi, non devi e non vuoi dipendere da loro. Ma sei sul treno con loro. Come dice Psychoharp, cerchiamo almeno di allietare la permanenza degli altri passeggeri suonando o scrivendo per loro.
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Keep me in your heart for a while

(Warren Zevon)




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lunedì 15 ottobre 2007

Le Belle Donne 5


Ishtar, (Inhanna)

dea mesopotamica è l’amante appassionata.
Stella del mattino, Ishtar è la guerra.
Stella della sera, Ishtar è amore e voluttà.
Ishtar è eternamente immacolata e pura perché ritrova periodicamente la propria verginità bagnandosi in un lago; è sempre seguita dalle sue due serve musiciste, Ninatta e Kulitta (si garantiva così l’ambiente ideale per gli incontri amorosi con i suoi innumerevoli spasimanti).
Grande amante, Ishtar canta con ardore il suo affetto per Dumuzi ma ama pure Gilgamesh che, ben conoscendo la sua vita sregolata, la respinge con insolenza.
E’ la dea dell’amore carnale e i suoi templi sono dei luoghi di sesso sfrenato; ogni donna babilonese, almeno una volta nella vita, deve sedersi nel tempio ed attendere che giunga uno straniero, le butti del denaro e le dica “ti ordino in nome della dea”. Allora segue l’uomo e si unisce a lui (in tutti i modi possibili) (Erodoto, Storie, L,2). Dea benefica viene in aiuto all’impotenza sessuale.Quando fa la parte della stella mattutina non è il massimo e c’è da stare attenti.

sabato 13 ottobre 2007

A Sud del grande mare

L'amore mio dimora
A Sud del grande mare.
Che gli posso mandare
In guisa di saluto?
Due perle e un pettine di tartaruga,
Glieli voglio mandare dentro un astuccio di giada.

Ma mi hanno detto che non è fedele;
Mi han detto che ha scagliato
In terra il mio regalo.
Che l'ha scagliato in terra e l'ha bruciato
E ha disperso la cenere nel vento.
Da oggi in poi fino alla fine dei tempi
Non dovrò più pensare a lui,
Mai più mai più pensare a lui.

I galli cantano,
I cani abbaiano;
Mio fratello e mia moglie tra poco lo sapranno.
Soffia il vento d'autunno,
Sospira il vento dell'alba.
Tra un momento a Levante
Uscirà fuori il sole
E quello pure, allora, lo saprà.





Anonimo (I secolo d. C.)
Dinastia dei HAN (206 A. C. - 220 D. C.)

mercoledì 10 ottobre 2007

Le Donne Belle 4

Anahita,

l’immacolata, dea persiana dell’Aurora e della Fecondità assimilata all’indiana Sarasvati (vedi oltre) e alla babilonese Ishtar.
E’ la sola vera dea che ci tramanda la cultura iraniana; il ritratto che ne fa l’Avesta è quello di una giovinetta bellissima con i seni turgidi.
“Ella porta la cintura alta per dare al suo petto una maggiore pienezza e più fascino”.
E’ tutta adorna, coronata di stelle, porta pellicce di ermellino/lontra, broccati e gioielli calzando sandali d’oro.
Il suo culto si diffuse anche fuori dall'Iran, difatti la dea aveva molti templi in Armenia, famoso quello di Erez per la statua d'oro.
I greci la identificavano a seconda che consideravano le qualità fecondatrici o quelle guerriere con Afrodite o con Artemide.
E’ la dea che protegge l’amplesso, signora indiscussa dei liquidi purificatori e fecondanti; i fiumi, i laghi, il mare, ma pure lo sperma, le secrezioni vaginali, il latte.
“Anahita è la santa che accresce le energie, che incrementa le greggi, la ricchezza, la salute, che aumenta la terra” (Yasna, V).

lunedì 8 ottobre 2007

LAND'S END III°




...quando il vento è freddo
e stanca il viso
quando è sorriso,
quando il fieno già sparso
s'impenna nel prato
quando è soffiato,
indeciso...