Un tale, l’altro giorno, o Rufo, attentamente mi osservò
come un esperto compratore di schiavi od un allenatore di gladiatori;
e dopo avermi sbirciato con un cenno del suo volto e indicato col dito,
"Sei tu "disse" proprio tu, Marziale,
quello famoso, i cui maligni scherzi
son noti a chi non ha l’orecchio barbaro?"
come un esperto compratore di schiavi od un allenatore di gladiatori;
e dopo avermi sbirciato con un cenno del suo volto e indicato col dito,
"Sei tu "disse" proprio tu, Marziale,
quello famoso, i cui maligni scherzi
son noti a chi non ha l’orecchio barbaro?"
Sorrisi un poco e con un lieve cenno
confermai che ero quello che egli diceva.
"Come mai" disse "indossi un così misero mantello?"
confermai che ero quello che egli diceva.
"Come mai" disse "indossi un così misero mantello?"
Risposi: "Perché sono un povero poeta".
Perché ciò non capiti molto spesso al tuo poeta,
mandami, o Rufo, un mantello nuovo.
Perché ciò non capiti molto spesso al tuo poeta,
mandami, o Rufo, un mantello nuovo.
Marziale
traduzione di Lorenzo De Ninis
poesie sparse si perdono
in cassetti riposti di mobili vecchi,
come frasi rilette e spigliate
i significati profondi restano...
Restano ancora i nostri ricordi
RispondiEliminanel tempo presente
quando ancora tace il giorno
e la notte porta anemoni di mare.
Resti ancora tu,
ora che oltre il tempo si inabissa la mia mente
nel ricercre il tuo volto
"poesieinsmalto"
Annamaria,
RispondiEliminaBuona Domenica.
Gujil