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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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martedì 12 ottobre 2021

Colori autunnali

Autunno

Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta
di foglie leggere,
quando gli uccelli
non cantano niente.
Quando di ombrelli
fiorisce la gente,
quando si sente
tossire qualcuno,
quando un bambino
diventa un alunno.
Ecco l’autunno!

Roberto Piumini

 
Secondo alcuni antichi miti celti,
l’equinozio d’autunno
è la festa dell'oscurità

che divide gli innamorati e le madri dalle figlie.
(dalla rete) 

colori sfumati nei toni del giallo
come nostalgie per le anime tristi;
i marroni della terra riflettono
un cuore che anima un bosco...

lunedì 11 ottobre 2021

Castagne

Per secoli sono state il “pane dei poveri”.
Le castagne sono un frutto molto prezioso, sia per la bellezza degli alberi, che appartengono alla famiglia delle fagaceae e sono molto diffusi nell’Europa meridionale e in particolare in Italia, sia per le loro proprietà e qualità.

La castagna

C’è un frutto rotondetto,
di farina ne ha un sacchetto:
se lo mangi non si lagna,
questo frutto è la castagna.
La castagna in acqua cotta
prende il nome di ballotta.
Arrostita e profumata
prende il nome di bruciata.
Se la macino è farina:
dolce, fina, leggerina:
se la impasto che ne faccio?
Un fragrante castagnaccio.

Gianni Rodari

All'interno di una buccia marrone, grande e resistente, c’è una polpa che ha straordinarie caratteristiche energetiche e nutritive.

colore degli occhi di tante
colora il bosco di macchie;
acerba mi riporti alla mente
boschi che ora mi mancano...

Per questi motivi, le castagne, un classico frutto della cultura popolare del "non sprecare", in passato sono state utilizzate come “il pane dei poveri”: dalla sua polpa si ricavava la farina di castagna, per una serie di applicazioni, dal pane ad alcuni piatti (quand'ero bambino la ricordo in piccole bustina da cui si risucchiava con fanciullesca avidità con una minuscola cannuccia di plastica).
Oggi la farina di castagna di fatto non è più diffusa come un tempo, ma l’uso delle castagne in cucina si è molto ampliato, coprendo tutti i piatti, dall’antipasto al dolce (dalla rete).

domenica 10 ottobre 2021

Poesia e riflesso domenicale

Le cose che fanno la domenica
 
Lodore caldo del pane che si cuoce dentro il forno.
Il canto del gallo nel pollaio.
Il gorgheggio dei canarini alle finestre.
L’urto dei secchi contro il pozzo e il cigolìo della puleggia.
La biancheria distesa nel prato.
Il sole sulle soglie.
La tovaglia nuova nella tavola.
Gli specchi nelle camere.
I fiori nei bicchieri.
Il girovago che fa piangere la sua armonica.
Il grido dello spazzacamino.
L’elemosina.
La neve.
Il canale gelato.
Il suono delle campane
Le donne vestite di nero.
Le comunicanti.
Il suono bianco e nero del pianoforte.
Le suore bianche bendate come ferite.
I preti neri.
I ricoverati grigi.
L’azzurro del cielo sereno.
Le passeggiate degli amanti.
Le passeggiate dei malati.
Lo stormire degli alberi.
I gatti bianchi contro i vetri.
Il prillare delle rosse ventarole.
Lo sbattere delle finestre e delle porte.
Le bucce d’oro degli aranci sul selciato.
I bambini che giuocano nei viali al cerchio.
Le fontane aperte nei giardini.
Gli aquiloni librati sulle case.
I soldati che fanno la manovra azzurra.
I cavalli che scalpitano sulle pietre.
Le fanciulle che vendono le viole.
Il pavone che apre la ruota sopra la scalèa rossa.
Le colombe che tubano sul tetto.
I mandorli fioriti nel convento.
Gli oleandri rosei nei vestibuli.
Le tendine bianche che si muovono al vento
 
Corrado Govoni

Claude Monet
"
Il pranzo (nel giardino di Monet a Argenteuil)"
   

 ricordo ancora il carro del fieno,
le schiene rotte dal lavoro dei campi
e la domenica puliti e vestiti a festa.
a riposare,vecchi precoci, quell'attimo solo...

sabato 9 ottobre 2021

Giorni di minime #71

 
 
 
 
castagne per sollevare il peso,
quello sul cuore, che preme, da sempre,
una passeggiata nel bosco d'autunno,
canterini volanti per compagnia.
Le zeppe dell'anima più non sanno
mantenere equilibri, situazionali attimi;
ritrovo nel perdurare un contesto
ancora pellegrino incostante, solo
"Nè mai ti dirò cose che sai..."
lievi rumori, scostanti pensieri
e le foglie, pronte a cadere... 
 
Gujil

venerdì 8 ottobre 2021

Ritornare tra riflesso e poesia

ritornare, quante volte, sempre,
nei luoghi amati un tempo, ora vuoti;
mi libero spesso da legami potenti eppure
ritrovo i pensieri di ieri, oggi...
 
 
Ritorno
 
Ecco la casa antica, ecco il terrazzo. 
càssero d’una nave a cui volgea 
prospera allora e lieta la fortuna. 
Ero ragazzo, 
e di lí m’affacciavo a rimirare, 
con una vaga idea 
del mondo e della vita, a lungo il mare 
e questa dolce luna 
che, come allora, un palpito v’accende 
d’innumeri faville ed un solingo 
grillo ne la scogliera 
desta, il cui canto vince il borboglío 
continuo di tutta la riviera.
 
Ricordo che ogni sera, 
non certo questo, un altro grillo, il mio 
fantastico e ramingo 
spirito richiamava a questa pace 
un borgo addormentato innanzi al mare, 
dopo il fragore assiduo del giorno, 
del traffico vorace 
del molo là fitto di navi e lungo 
la spiaggia irta di zolfo accatastato.
 
E sentivo il conforto 
che doveva venire a quelle navi 
dal lor sicuro placido soggiorno 
nell’amplesso del porto; 
che lontano da tutto e da me stesso 
teneami allora un’ansia smaniosa 
d’ignota attesa, e incerta 
mi sembrava e precaria ogni cosa.
 
Oh tu che stavi lí quasi ogni sera 
curvo su la ringhiera 
di quel terrazzo, guarda qui, su questo 
balconcino modesto 
della casa vicina, e ascolta il suono 
della mia voce. Non la riconosci? 
Io son qua. Chi sono? 
Son questa mia tristezza, ancora in piedi, 
e affaticata e rotta i sogni tuoi? 
e tu, caro ragazzo, tu che vuoi? 
tu che guardi costà la luna e il porto, 
un’ombra sei, sei morto, 
sei forse un cencio appeso 
all’antica ringhiera del terrazzo, 
e di te morto in me ben sento il peso.
 
Cresciuto è il borgo e son compiute ormai 
le due nuove scogliere, 
braccia protese alle lontane genti 
di tutte le bandiere.
 
Quando su queste desolate ardenti 
sabbie sorgean poche e modeste case, 
e in mezzo al viavai 
di tanti carri, dalla torre antica 
usciano alla fatica 
i galeotti rasi, trascinando 
con stridor lungo la catena a schiera; 
e un banditore all’alba, ogni mattina, 
fiero nel volto, cotto 
dal sole, alzava a le mascelle vaste 
la man villosa e con stentorea voce 
tre volte, urlava il bando: 
«O uomini di mare, 
venite a lavorare alla marina!»; 
e accorrean tutti, scamiciati e scalzi, 
alle stadere, presso le cataste 
di zolfo e, curvi sotto 
il giallo incarco stridulo, nel mare 
entravano, vociando, in fila, e poi 
cariche andavano a vela oltre il porto 
le spigonare 
(vita e fatiche di selvaggi eroi); 
avea mio padre, avventuroso e accorto 
mercante, amica la fortuna, e quante 
venian di Francia navi 
e navi d’Inghilterra, 
tutte per lui se ne partiano gravi 
di zolfo o per Levante 
o verso Gibilterra.
 
Cangiò fortuna. Ed ora la ricchezza 
altrui, di chi gli fu minore, sembra 
un’ingiuria al caduto, 
per quanto vecchio, adatto ancor di membra, 
il traffico cresciuto 
con torva angoscia egli da lungi spia, 
mentre la mamma mia, 
che fu sempre signora, 
pallida e curva nella poverta’ 
solo per lui s’accora; 
guarda la casa accanto 
dall’aereo terrazzo, ove felice 
visse la famigliuola, 
ma serra in cuore il pianto; 
e sconsolata e sola 
neppur tra se con un sospiro dice: 
«Quando stavamo là…». 
Porto Empedocle, Settembre 1910 
 
Luigi Pirandello

giovedì 7 ottobre 2021

Riflesso, haiku e pensiero

 
solo, come spesso, come tante volte,
incontri nel percorso, abbracci e saluti;
nello spazio del mio mondo i posti
si occupano e liberano sempre...

Solitudine:
i fuochi d’artificio che fioriscono –
dopo, cade una stella. 

Masaoka Shiki

immagino la mia vita come passata su un treno, in un vagone di seconda classe con pochi posti e non sempre occupati, qialcuno sale alle fermate, altri scendono e spariscono.
Alcune volte mi capita di vedere qualcuno che risale sul mio vagone, magari per caso, qualcuno per scelta, tutti guidati da sentimenti diversi, nostalgie, tristezza, vendette, risentimento, curiosità varie.
Da parte mia la volontà di continuare o riprovare persiste.
Io, dal mio treno, non sono ancora sceso.

Gujil

mercoledì 6 ottobre 2021

"Sic transit..." e haiku di Anonimo n°39

Juan de Valdes Leal
"Finis gloriae mundi"
"sic transit gloria mundi"
"così passa la gloria del mondo"; in senso lato: "come sono effimere le cose del mondo!", è una celebre locuzione in lingua latina.
Deriva da un passo dell'Imitatio Christi: "O quam cito transit gloria mundi" ("Oh, quanto rapidamente passa la gloria di questo mondo").  
 
"sic transit gloria mundi"
nel solerte riconoscere il peso
mi piego agli eventi.

Anonimo
del XX° Secolo
"Haiku"

Analogo il senso della locuzione "Mundus transit et concupiscentia eius" ("Il mondo passa e così la sua concupiscenza") nella prima lettera di Giovanni.
La locuzione viene citata anche a proposito di insuccessi seguiti a grandi trionfi, a volte in tono scherzoso, oppure in occasione della morte di personaggi famosi. Anche in questo caso, il senso dell'espressione è piuttosto esplicito e non cambia.
La sentenza Sic transit gloria mundi è usata anche come epitafio, leggibile in molti cimiteri del mondo, incisa su lapidi e tombe di personaggi che in vita hanno goduto di grande fama (da wikipedia).

martedì 5 ottobre 2021

What kind of distance...

Lapogargani
"Lontananza"
Il tuo cuore lo porto con me

Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perché il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perché il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l’anima spera,
e la mente nasconde.
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.

Edward Estling Cummings

 
tutti abbiamo un cuore con noi,
sommersi di quotidiano lo nascondiamo;
rivedere il tempo, processo che stempera
un assolo di voce come una stanca girandola...

Lo spazio funge da modulatore di una relazione.
Le coordinate della distanza (lontananza e vicinanza) influenzano i rapporti tra le individualità che tentano di unirsi. La relazione fra due persone si gioca per distanze, modulazioni e misurazioni di distanze. Quindi spazio e tempo caratterizzano la relazione, e in base al loro equilibrio si avranno relazioni sane o patologiche (dalla rete).

lunedì 4 ottobre 2021

Protocollo cittadino #48, Albuquerque

Al via nel Nuovo Messico la 49esima edizione della Albuquerque International Balloon Fiesta

La Albuquerque International Balloon Fiesta è uno dei più famosi festival di mongolfiere del mondo che va in scena ogni anno a inizio ottobre nella città dello stato americano del New Mexico.
All’evento di quest’anno ci sono 548 mongolfiere con i rispettivi equipaggi provenienti da Brasile, Canada, Paesi Bassi, Svizzera, Francia e Messico  (di E.B. / CorriereTv).

colori nel cielo, nel sole,
terse immagini di forme volanti,
Albuquerque, new Mexico, il Rio Grande;
la gente si perde nel silenzio
di voli incredibili a ridosso del vento;
"so I'll stop, when I can..."
nell'anima desiderio da sempre

Gujil
 
 

domenica 3 ottobre 2021

Giorni di minime #70

 
potrà mai questa pioggia lasciare
che il freddo perduri nel tuo cuore?
Domanda con multipla risposta
questioni di lana caprina nella testa;
affamato di baci e carezze l'ego arranca
in una sorta di poerpetua salita,
 il sole, sietro le nubi c'è ancora...
 
Gujil