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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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giovedì 16 luglio 2020

Lode e poesia

lode

lò|de

termine antico lodo o loda, termine antico o letteralmente laude [làu-de] o lauda, singolare femminile
- senza infamia e senza lode, si dice di ciò che non appare criticabile, ma neanche merita lode piena approvazione, espressa a voce o per iscritto, nei confronti di una persona o del suo operato;
- elogio: attestati, parole di lode; rendere, acquistare, meritare lodi; degno, meritevole di lode superiore a ogni lode, perfetto, eccezionale tornare a lode di qualcuno, si dice di azione che gli fa onore, gli dà merito
- cantare le lodi di dio, cantare inni in suo onore in lode di qualcuno, al fine di lodarlo o esaltarlo: un sonetto in lode della donna amata venire in lode, (termine antico) diventare famoso omaggio,
- esaltazione, glorificazione: cantare, tessere le lodi di qualcuno dare, rendere lode a dio, esaltarlo, glorificarlo

- particolare elogio dato agli studenti universitari, oltre il massimo dei punti, in un esame o nel conferimento della laurea: prender 30 e lode; laurearsi con 110 e lode (dalla rete).

una lode meritata e flebile eppure
piena di ammirazione ed affetto;
un altro tassello del tutto, ancora,
vicina la meta ora sembra davvero...



Le più lodate

E le esaltai: – Lodate voi, Sorelle,
dal puro giglio fra le pure mani,
simili a incerti albori antelucani
nell'ondeggiar delle figure snelle.

Lodate voi, dagli occhi di gazzelle
dolci, che un raggio abbaglierà domani,
attonite a un fiorir di cuori umani
come di rose in primavere belle.

Ma più lodate voi, cui brilla al ciglio
tremor di pianto, e voi che del più amaro
sangue del cuor battezzerete il giglio.

Più lodata colei che avrà premuto
nell'anima il singulto e il sogno caro
sola, nell'ombra del suo duolo muto.

Amalia Guglielminetti

mercoledì 15 luglio 2020

Protocollo cittadino #25


Protocollo cittadino #25

nel flebile richiamo dei sensi
ripongo speranze future, di vita;
è immobile il senso del vento,
nel tempo, con solo risvolti di sole...

Gujil



martedì 14 luglio 2020

Aforisma significato e riflesso


Se durassimo in eterno
Tutto cambierebbe
Dato che siamo mortali
Molto rimane come prima.

Bertolt Brecht

eterno
è come dire
un qualcosa
che si estende infinitamente
nel tempo






verità per verità siamo schiavi,
di noi stessi, dei nostri sensi;
siamo effimeri eppure così pesanti,
roviniamo i percorsi, distruggiamo cose...

lunedì 13 luglio 2020

Mal sottile

Mal sottile

è la denominazione eufemistica ormai poco usata, ma molto diffusa in passato, della tubercolosi polmonare.
L’espressione alludeva alla magrezza, che era una frequente caratteristica di chi ne era colpito.
La tubercolosi è una malattia molto antica, se ne trovano tracce già negli scheletri del Neolitico.
Nel 3000 a. C. è nota in Cina e nel 1000 a.C. in Egitto, dove se ne trova  traccia  in alcune mummie.
I Greci Galeno e Ippocrate  la citano nelle loro opere come malattia contagiosa e mortale, la chiamano tisi da phthisis a sua volta da phthìein, consumarsi.
Le prime indicazioni igieniche per combattere la malattia le dà la Scuola Salernitana, che consiglia di lavare spesso le mani.
Nell’Ottocento ha grande diffusione prima nei ceti poveri e poi in quelli benestanti.
Spesso è assimilata al vampirismo perché i malati hanno gli occhi rossi e gonfi e sputano sangue.
Molti poeti e personaggi famosi sono stati colpiti e segnati a volte duramente dalla tubercolosi.
(dalla rete).

Sempre più scolorita


Sempre piu scolorita,
Sempre piu fredda e vile,
La mia povera vita
Muore di mal sottile.

Segue al verno l’aprile,
Che ai dolci sogni invita,
E mai non muta stile
La mia povera vita.

Ahi, come lente, uggiose
L’ore, i di foschi e soli!
Ahime, come m’annojo!

Rifioriscon le rose,
Cantano gli usignuoli,
E di tristezza io muojo.

Arturo Graf


l'allusione alla tubercolosi è viva
e la malattia ancora esiste e colpisce;
siamo in era Coronavirus, pandemica,
la situazione continua e noi si vive...


domenica 12 luglio 2020

Prati

Un prato fiorito è composto da una miscela di semi di specie diversi: ad esempio alle graminacee (le piante erbacee che formano i classici tappeti erbosi e che hanno una grande resistenza anche a condizioni climatiche difficili) si uniscono altre specie con fioriture vistose.
Tra queste vi sono le margherite, l'Aster dumosus, i fiordalisi, i papaveri e l'Arundinaria japonica.
In commercio si trovano miscele per un prato fiorito più o meno economiche: quelle più diffuse e meno costose sono formate da mix di specie da fiori spontanee.
In particolare vi possono essere fiordalisi, ambretta illirica, caglio zolfino, salvia dei prati e pratolina, così da avere fioriture distribuite in tempi differenti e sempre molto colorate e spettacolari.
Oltretutto queste specie spontanee creano un ambiente veramente accogliente e capace di attirare molte farfalle.
(dalla rete)

Era quel prato il mondo

II prato fiorito di ranuncoli d'oro
pareva in cammino nel vento,
e come due bimbi in una favola
noi immobili condurre
verso i monti e le morbide nuvole.

Niuna voce intorno, niuna presenza,

lontano il mondo,
ma era quel prato il mondo,
così disteso oro su ondanti esili steli,
oh ricchezza senza peso e libera,
oh in noi fondo appagamento,
nel ricordo in eterno vera,
era favolosamente e d'oro.

oh vaghissima pace

Sibilla Aleramo

fioriti o piani d'erbe profumate, i prati,
densi di umori e aromi, gli insetti;
l'amore bambino, baci nascosti e sole
in impeti ormai relegati, ricordi lontani...