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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 16 febbraio 2019

Codibugnolo e Haiku


Ben riconoscibile per la sua lunghissima coda, il Codibugnolo è tutt’altro che una specie solitaria, sia verso i propri simili sia verso le altre specie: in inverno, infatti, essendo strettamente imparentato con le cince, lo si può vedere muoversi tra gli alberi in gruppi “misti”.
Durante la stagione riproduttiva, invece, le coppie si aiutano l’un l’altra a costruire l’elaboratissimo nido e, se una coppia perde la propria nidiata, si reca immediatamente presso il nido dei ‘parenti’ per dare una mano nella cura dei loro pulcini…
 
Haiku n°10

il codibugnolo zampetta
sui rami spogli del noce
non riesco a fare che brutte foto
 
Anonimo
del XX° Secolo, Haiku

Con una lunghezza di appena 15 centimetri – compresa la coda molto lunga, che da sola raggiunge i 7-9 centimetri – il Codibugnolo è un piccolo passeriforme.
La livrea si presenta nera e marrone, sul dorso, e biancastra nel ventre, con fianchi rossicci. Mostra attorno al capo una sorta di “corona bianca”. Si muove con brevi voli, di cespuglio in cespuglio, ispezionando ogni fronda, ogni lembo di corteccia, alla ricerca degli insetti di cui si nutre.
In inverno il piumaggio si fa più folto, per difendere dal freddo gli individui che, in questa stagione, si muovono in gruppi di 5-18 soggetti e integrano la dieta con bacche e semi.
Questi stormi invernali sono territoriali e difendono attivamente un’area comune di una ventina di ettari.
Al suo interno si trovano i dormitori, i luoghi in cui abbeverarsi e varie zone di alimentazione, perlustrate quotidianamente lungo percorsi fissi.
Con l’arrivo della primavera, il gruppo si scioglie gradualmente, dando origine a varie coppie che si insediano in parti diverse del territorio comune per costruire una grossa “palla”, costituita da muschi e licheni tenuti assieme da tele di ragno, utilizzate come “cemento”.
All’interno, una folta imbottitura di piume assicura il calore e la protezione necessaria.
Per realizzare il nido, sceglie i cespugli di sambuco, di nocciolo e di more.
Depone dalle 6 alle 12 uova tra marzo e maggio, portando a termine una covata l’anno, raramente due.
Un individuo adulto non vive di solito oltre gli 8 anni.
La specie è presente in quasi tutta Europa – a parte Islanda, Scandinavia, Russia settentrionale e Ucraina – con diverse sottospecie (in Italia con la sottospecie Aegithalos c. italiae e con la sottospecie Aegithalos c. siculus, in Sicilia).
Si adatta ad ambienti molto diversi, purché la copertura arborea sia semiaperta e non estesa.
Il Codibugnolo Frequenta di preferenza i margini forestali e i piccoli boschi, radure boschive con arbusti, coltivi alberati, giardini, parchi e frutteti.
Predilige le latifoglie e le formazioni miste. Si rinviene anche in zone di macchia alta, in prossimità di aree umide e palustri con folta crescita di salicacee e ontano nero, nei saliceti di greto e nelle associazioni di salici e pioppi.
Il Codibugnolo preferisce alimentarsi sugli alberi, ad eccezione della primavera, quando si dirige anche sui cespugli (dalla rete).
 

venerdì 15 febbraio 2019

Ocoano d'erba (prato)

Un prato è un tratto più o meno esteso di terreno coperto d’erba che viene totalmente o in parte falciata per essere impiegata, fresca o conservata, per l’alimentazione del bestiame.
Il prato differisce dal pascolo perché mentre nel primo l’erba viene falciata, nel pascolo l’erba è consumata sul posto dagli animali.
Qualora il prodotto sia in parte pascolato e in parte falciato, si usa il termine di prato-pascolo.
Queste colture, che sono miglioratrici della fertilità e sono connesse con l’allevamento zootecnico e con la produzione di letame, assumono tanto maggiore importanza e diffusione quanto più progredita e intensiva è l’agricoltura di un paese.


 
Oceano d’erba

Sacra era la terra, ma aspro il vento
e inviolata la prateria, estesa per centinaia di miglia,
che tutto quel che lei poteva vedere era un oceano d’erba.

Certi giorni si sentiva così sola che andava fuori
e si rannicchiava fra le pecore per trovare compagnia.
Sacra era la terra, ma aspro il vento

e i fuochi di prateria dilagavano lungo le pianure
illuminando il paese come un’immensa polveriera
finché tutto quel che lei poteva vedere era un oceano di fiamme.

 
Trascorse tre anni senza vedere un albero.
Quando suo marito alla fine la portò sulle montagne russe
lei disse che sacra era la terra e aspro il vento


e s’inginocchiò piangendo senza consolazione,
e visse in una capanna di terra per altri trent’anni
finché il mondo svanì in un oceano d’erba.


Ogni tanto pensa a lei quando percorri il mondo,
nostra madre, a dove fu sepolta.
Sacra era la terra, ma aspro il vento
per coloro che sprofondarono in un oceano d’erba.

 Edward Hirsch
da "On Love" (1998)
traduzione di Claudio Bellinzona
 

oceani e oceani, infinito di fronte,
la nave che sono ondeggia, beccheggia;
mi piacerebbe cantare a squarciagola
suoni che non si sanno vedere...  


Si fanno diverse classificazioni dei prati: a seconda che si sviluppino per disseminazione naturale o con l’apposita semina, si distinguono in naturali o artificiali; sono polifiti se formati di numerose specie, monofiti od oligofiti se formati di una o poche specie.
Infine si dicono permanenti quando hanno lunga o indefinita durata, alterni o temporanei quando durano uno o pochi anni.
I prati permanenti sono sempre polifiti, naturali o artificiali, gli alterni sono generalmente monofiti od oligofiti e costituiti più frequentemente da medica, trifoglio, sulla, lupinella e simili.
Un tipo particolare di prati permanente è dato dalle marcite.
Rientrano nella categoria dei prati anche le colture intercalari distinte con il nome di erbai.
Le specie prevalenti nei prati sono in maggior proporzione Poacee perenni, cui seguono Leguminose e Composte (da enciclopedia TRECCANI).

giovedì 14 febbraio 2019

Haiku n°9 di anonimo

 
 
Haiku n°9
 
Freddo, ossa gelate,
sole, caldo alla pelle,
sempre in bilico nel mondo.
 
Anonimo
del XX° Secolo
Haiku

mercoledì 13 febbraio 2019

Neve sottile

Neve sottile

Ieri notte è tornata sfiorando i monti, silenziosa
credo fosse un pensiero perso da lungo tempo
sommerso nelle profondità morte di una valle
l'ho vista con i miei occhi spingere il cancello del giardino
avanzare in punta di piedi timorosa, esitare
proseguire, lasciare infine una traccia
nel cuore dell'inverno

1996
 
Yang Mu
 
 

Un paesaggio appena velato da una neve sottile è davvero stupendo.
E' anche bello, in una sera in cui intorno alla casa sia steso ovunque un folto manto di neve, raccogliersi vicino al braciere presso la terrazza con alcune amiche molto affiatate, e rimanere a discorrere a lungo su vari argomenti.
Si è fatto ormai buio, ma invece di accendere le lampade rimestiamo i carboni del braciere al riverbero luminoso e bianchissimo della neve, e ci raccontiamo a vicenda storie tristi e divertenti.
(dalla rete: Sei Shonagon - Makura no soshi )
 
come quella che ovatta, leggera, 
farinosa ammanta e copre live,
una coltre di silenzio per il mondo
una cuffia per l' assordante vivere...

martedì 12 febbraio 2019

Haiku n°9 di Borges



9
 
L’oziosa spada
sogna le sue battaglie.
Altro è il mio sogno.
 
Jorge Luis Borges
 
 
solo, ansie, timori;
effetti ispirano reazioni,
dove le colpe mancano
arrivano i giusti...

lunedì 11 febbraio 2019

Altezza e lunghezza

La felicità ripaga in altezza 
quel che le manca in lunghezza

O mondo burrascoso
i giorni in cui non fosti scrollato
qua e là con nebbia e nubi
o avvolto come da un sudario
e la palla chiara del sole
non fu in parte o tutta
oscurata agli occhi mortali,
furono giorni così rari
che non posso non chiedermi donde
mi viene un senso durevole
di tanto caldo e chiaro.
Se il mio sospetto è nel giusto
questo può nascere tutto
da un giorno perfettamente sereno,

quando cominciando chiaro all’alba
il giorno proseguì con chiarezza,

 per finir chiaro alla sera.
Io credo davvero che
la mia impressione possa
doversi tutta a quel giorno
che nemmeno un’ombra segnò
se non la nostra quando
tra i suoi fiori splendenti
passammo da casa a bosco
per cambio di solitudine.
 
Robert Frost
Traduzione di Massimo Bacigalupo
  
  


felicità? felicitazioni sparse,
quelle che arrivano quando qualcosa,
accade, succede, si evince; il profumo
del mosto, vendemmie lontane...

domenica 10 febbraio 2019

6 cose da grilli

 

 Niente è troppo piccolo da non porsi domande


Il grillo non chiede
se c'è il paradiso
o, se esiste, se ci sarà spazio per lui.
È autunno. Il romanticismo è finito. Comunque, canta.
Se possiamo, entriamo in una casa
attraverso il più piccolo recesso della porta.
Poi la casa diventa più fredda.
Canta sempre più flebilmente.
Poi, più niente.
Deve significare qualcosa, non so cosa.
Ma certamente non significa
che non è stato un grillo eccellente
per tutta la sua vita.
 
Mary Oliver
da Felicity, 2015
 
 
1.- Secondo i cinesi i grilli portano fortuna:
se una persona pura di cuore ne cattura uno,
potrà avere un desiderio esaudito.                            
2.- In Brasile se il grillo è verde
indica che avverrà qualcosa di buono,
mentre se è nero l’arrivo di una malattia.
3.- Sempre in Brasile, se il grillo canta
in continuazione vuol dire che è in arrivo una gravidanza.
4.- Alle Barbados se un grillo
canta continuamente vuol dire soldi in arrivo…
5.- E sempre alle Barbados,
se si uccide un grillo finiremo in guai economici.
6.- In alcune zone dell’Italia,
invece, il canto del grillo indica l’arrivo del bel tempo!
 



poi si cresce, si diventa grandi,
Jolie è arrivata ed è piccola piccola;
crescerà, amerà, odierà, come tutti,
come noi che la guardiamo con dolcezza...

sabato 9 febbraio 2019

Riflesso in Febbraio

Risultati immagini per in vista del traguardo

un traguardo si avvicina,
sono sbalestrato, incredulo, vecchio...
non avrei mai creduto eppure...
una meta si avvicina, mi muovo cauto...
 
Gujil

venerdì 8 febbraio 2019

Impronte

Impronte

Vieni con me nel ronzio delle cicale, nell’inquietudine
alza la testa e conta i cavalli sulla trave
sauri che sollevano polvere
contane gli anni al margine dell’acqua. Tu che dormi
le tue mani sono pitoni

Egli supera il palazzo, procede come l’ombra del sole
sale lentamente
dove siedo a pensare
lasciando quello spazio vuoto a me
il me di ieri


Il posto dove un tempo andavi a bere, tu sei lì
chino la testa e ti guardo
il mestolo blu scivola via sull’acqua
scivolano via le labbra del viandante
dammi ceneri! Dammi silenzio nel clamore
luna e stelle future sono un rosario
contando i grani, la tua mano con un gesto spegne la luce
che cercavo


Nord-nordovest, bel guardiano
venuto dalla foresta, hai udito il lamento delle stelle a

oriente?
Con la luna alla destra, veloci attraversiamo il fiume

1959
 
Yang Mu
traduzione di Rosa Lombardi
 
 L'impronta è il segno che lascia un corpo impresso su un altro.
Le cosiddette impronte digitali sono quelle lasciate su superfici lisce dalle creste cutanee dei polpastrelli, e vengono utilizzate per l’identificazione personale
- TRECCANI -

impronte, quelle che vorremmo
lasciare a nostro imperituro ricordo;
eppure cerchiamo consensi sempre
eppure siamo volubili e piccoli...

giovedì 7 febbraio 2019

Aurora, deserto e haiku

 
8
 
Sopra il deserto
avvengono le aurore.
Qualcuno lo sa.
 
Jorge Luis Borges
 
 
 
 

Aurora sul deserto
(Another Dawn)

è un film del 1937 diretto da William Dieterle.
La sceneggiatura si basa su
Caesar's Wife di W. Somerset Maugham,
pubblicato a Londra nel 1922.
(da Wikipedia)
 
 
ancora essenza, pura,
attimo, istante;
un credulo di sé
poi il sonno, il riposo....