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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 16 agosto 2017

Vele


Demò
"Vele"

Vele
 
Due vele, a pena nate e di sorpresa,
sull'orizzonte, agli occhi chiari che apre
il mattino del mondo nel mio viso,
son l'evento che instaura un tempo albare.
E se il silenzio mi riduce a un lieve
giuoco come un vel d'acqua fra due pietre,
m'è bastato, perché mi sia la vita
candida, quella coppia aerea d'ali
apparsa d'improvviso fra due cieli.
Il passato s'esilia. Antichi lutti
del mio cuore si sciolgono nell'ora
come il sale nell'acqua che s'acciglia.
 
Aldo Capasso

 
Luciana Guandalini
"Vele"
La vela è una superficie di tela o di sottile ma robusto materiale sintetico, di forma tale che utilizzando la forza del vento genera propulsione.
Il suo funzionamento si basa sull'interazione fra il vento (e la sua direzione) e uno o più elementi fissi o mobili presenti sul mezzo di trasporto che fa uso di tale sistema di propulsione.
La vela è sempre stata usata come sistema di propulsione in acqua di navi ed imbarcazioni.
In tempi recenti e a fini commerciali, la vela è stata sostituita da altri sistemi di propulsione, come i motori a combustione interna.
Tuttavia l'azienda SkySails produce vele che aiutano la propulsione di navi a motore permettendo di risparmiare carburante.

Demò
"Vele"

L'uso della vela continua comunque ad essere vivo a fini sportivi e ricreativi, estendendosi anche ad altre tipologie di mezzi e sistemi di trasporto, fra cui aeromobili (deltaplano, aliante, parapendio), slitte e sci, surf, quadricicli, barche a vela (da Wikipedia).

 
come due vele nel mare,
quello della vita, aspro,
due vele insieme, stessa scia,
uno dietro l'altra fino al naufragio... 
 

martedì 15 agosto 2017

Rinascita

Rinascita
 
Dimesso il pensiero
d’un addio alla vita, ho voglia
di giocare anch’io nel bene
e nel male la mia esistenziale
partita, di guardare sereno
da una soglia.
 
Luca Canali
 
 
 rinàscita
 sostantivo femminile
 [der. di rinascere, sul modello del rapporto nascere-nascita]
-TRECCANI-
 
 – Il rinascere, in senso proprio: la r. di una pianta, dei capelli; e fig.: la r. di un dubbio, della passione. Con riferimento alla storia della civiltà, si usa talvolta invece di rinascimento, sia nel sign. più stretto (la R. per antonomasia), sia con sign. più esteso, non limitato cioè al periodo storico a cui si dà comunem. tale nome: la r. carolingia; o quando, più che sui limiti cronologici e i caratteri di quel periodo, si voglia insistere sul fatto del risorgere, del rinnovarsi in esso di determinate forme di vita: r. economica, civile, politica; r. culturale, e la r. degli studî classici, dell’arte
 
ogni volta, sempre, rinascere;
concetti profusi a badilate,
credere o perire,  fedeli
nel nostro piccolo passaggio...

lunedì 14 agosto 2017

Poesia e riflesso agostano

C'è chi nasce un mattino
 
C’è chi nasce un mattinotirato a lucido, un banco
di nubi che indietreggia di là dal limite
dell’orizzonte a incurvare
i grattacieli e i campanili
di Milano in una bolla di quarzo
il viale sotto casa con le foglie rosse
e d’oro a felpargli il passo in un sontuoso
tappeto indiano,
mattini
tersi di novembre che pare
aprile e la rosa sul terrazzo
illusa mette le foglioline
nuove,
“crede che sia
primavera”, ti dicevo.
E c’è
come te e me, chi è nato
con la nebbia che nessun sole potrà forare
cupa da cataclisma
giornata conchiusa in un giro
inesorabile di ventiquattro
ore, la nebbia precipita
in pioggia melma le strade
le gore che straripano la tramontana
che rapprende al tuo brancolare
un lastrico di ghiaccio su cui stramazzi,
e quando è l’ora ventiquattresima
non ti riguarda più se entro un attimo
il cosmo scatterà in una nuova alba.
 
Helle Busacca
 
 
qualche cinguettio di passeri,
sono ancora tanti qui, senza cornacchie;
qualche respiro e lungo silenzio,
rinasco ogni mattina

domenica 13 agosto 2017

La vita quotidiana


Vita quotidiana
 
Andare dove devo andare
Piantare un nuovo albero
Irrigare il giardino anche se continua a piovere
Ingrassare la ruota
e controllare i freni
Leggere il giornale senza il desiderio
di emigrare
Ricevere gli amici
Dimenticare
Rose o galline?
Scrivere poesie
e non far caso alla musica dei violini
del cielo
che sia azzurro o coperto.
 
Rainer Brambach


quella da cui sei preso, arpionato,
dove sei un numero nella folla;
la vita quella dei giorni,
quella con tutti gli altri...

 
 
 
 Canzone Della Vita Quotidiana
 
Inizia presto all' alba o tardi al pomeriggio,
ma in questo non c'è alcuna differenza,
le ore che hai davanti son le stesse, son tante,
stesso coraggio chiede l' esistenza.

La vita quotidiana ti ha visto e già succhiato
come il caffè che bevi appena alzato
e l' acqua fredda in faccia cancella già i tuoi sogni
e col bisogno annega la speranza
e mentre la dolcezza del sonno si allontana,
inizia la tua vita quotidiana...

E subito ti affanni in cose in cui non credi,
la testa piena di vacanze ed ozio
e non sono peggiori i mali dei rimedi,
la malattia è la noia del lavoro:

fatiche senza scopo, furiose e vane corse,
angosce senza un forse, senza un dopo,
un giorno dopo l' altro il tuo deserto annuale,
con le oasi in ferragosto e per Natale,
ma anno dopo anno, li conti e sono tanti
quei giorni nella vita che hai davanti..

Ipocrisie leggere, rabbie da poco prezzo,
risposte argute date sempre tardi,
saluti caldi d' ansia, di noia o di disprezzo
o senza che s' incrocino gli sguardi,

le usate confidenze di malattie o di sesso
dove ciascuno ascolta sol se stesso:
finzioni naturali in cui ci adoperiamo
per non sembrar di esser quel che siamo.
Consolati pensando che inizia e già è finita
questa che tutti i giorni è la tua vita...

Amori disperati, amori fatti in fretta,
consumati per rabbia o per dovere
che spengono in stanchezza con una sigaretta
i desideri nati in tante sere,

amori fatti in furia, ridicolo contrasto,
dopo quei film di fasto e di lussuria,
rivincita notturna dove, per esser vero,
l' uno tradisce l' altro col pensiero:
son questi che tu vedi, che vivi e che hai d' attorno
gli amori della vita d' ogni giorno...

Le tue paure assidue, le gioie solitarie,
i drammi che commuovon te soltanto,
le soluzioni ambigue, i compromessi vari,
glorie vantate poi di tanto in tanto,

i piccoli malanni sempre più numerosi,
più dolorosi col passar degli anni,
la lotta vuota e vana, patetico tentare
di rimandare un poco la vecchiaia...
E poi ti trovi vecchio e ancor non hai capito
che la vita quotidiana ti ha tradito...
 
Francesco Guccini
 

sabato 12 agosto 2017

Mareggiare pallido e forte...



Montaliana

Mareggiare pallido e forte
presso scogli e rocce ritorte
notare nel grigio marosi possenti
e uccelli marini nel volo radenti
 
Sabbiose distese le spiagge spianate
da libeccio insistente, da onde iridate;
astanti figure sagomate nel sole
un gioco di ombre lontane e da sole...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
 

una bella poesie sullo stile di Montale,
un abbraccio al mare,
alle coste liguri così amate dal poeta.
Trovata per caso negli anfratti riposti
dei ricordi, dell'adolescenza.
Mi piace...
 
Gujil

venerdì 11 agosto 2017

Libeccio, albero e mare agitato

 
Il libeccio è un vento che spira da Sud-ovest, anche detto garbino (sul litorale di Veneto, Romagna, Marche, Abruzzo e Molise) o africo (termine letterario), tanti sono i termini che vengono dati al vento che nella sua lunga corsa interessa tutto il bacino occidentale del Mediterraneo.
Per il termine "libeccio" esistono due ipotesi di etimologia: o viene dal greco libykós, ossia "della Libia", oppure dall'arabo lebeǵ, che deriva del greco líps-libós, che significa "vento portatore di pioggia".
Il termine regionale "garbino" viene dall'arabo gharbī, che significa "occidentale".
Il termine "africo", usato solo in ambito letterario, deriva dal latino afrĭcus, che significa "africano", per la sua provenienza.
Durante la stagione estiva, il vento di libeccio soffia generalmente come brezza di mare lungo le coste occidentali della penisola italiana e come brezza di terra lungo quelle orientali, in condizioni di stabilità atmosferica.
Nell'Italia meridionale è conosciuto per il calore che porta con sé, ma soprattutto la polvere, proveniente dal deserto del Sahara.
Nella stagione estiva e, in misura nettamente minore anche nelle altre stagioni, il vento può favonizzarsi lungo il versante adriatico e sullo Ionio, oltre che sulle coste orientali della Sardegna e su quelle settentrionali della Sicilia.
Le configurazioni che innescano tali situazioni presentano strutture di alta pressione a sud e a est della penisola italiana e centri di bassa pressione in approfondimento a nord-ovest della penisola, con la conseguente risalita di aria calda da sud-ovest verso nord-est dal bordo orientale della depressione verso quello occidentale e settentrionale delle aree anticicloniche.
Di questo tipo fu la configurazione del 24 luglio 2007 con temperature record sul medio-basso Adriatico e sullo Ionio.
Il vento di libeccio soffia anche durante il passaggio dei fronti perturbati atlantici in movimento da ovest verso est, assumendo in questo caso caratteristiche di vento umido portatore di pioggia. (da Wikipedia)
 

L'albero, il lume
 
L’albero invecchia nell’albero: è l’estate.
L’uccello valica il canto dell’uccello e si allontana.
Il rosso della veste illumina e disperde
lontano, in cielo, il carreggio dell’antico dolore.
Oh fragile paese,
fragile come la fiamma del lume che portiamo
quando è vicino il sonno nella linfa del mondo,
semplice il battito dell’anima condivisa.
Anche tu ami l’istante in cui la luce dei lumi
trascolora e sogna nel giorno.
Tu sai che è l’oscurità del tuo cuore che guarisce,
la barca che raggiunge la riva e vi ricade.
 
Yves Bonnefoy
 
 
l'estate al suo culmine, nuvole,
il vento di libeccio sferza il mare
onde possenti battono le rive;
gli alberi piegano le loro chiome...

giovedì 10 agosto 2017

Chiocciole (Helix Pomatia)

Raccolta di chiocciole
 
Dopo che piovve abbondantissimamente
sull'altopiano in sassi crisopazi
e cantò la civetta dall'albero millicucco,
i due ragazzi e le tre bambine
andarono in cerca - con lumelli
di luna nel paniere -
di chiocciole, lumachelle e grilli.
Orlando giovane paladino errante
addormentato nella casa
per la finestrella mandava fortissimo
lo scintillio delle armi. La madre
dei ragazzi per l'aperta campagna
già in sera pregava la terra
e l'onnipotente Dio Macone.
 
Giuseppe Bonaviri

ci sono momenti della nostra vita che ci tornano in mente come flash veloce, momenti riposti e sereni, momenti quasi di felicità assoluta, quello della raccolta delle chiocciole è uno di questi;
le verdi colline toscane brulicavano di rugiada ed il sole era ancora caldo e arancione.
Eravamo lì, insieme, tutti (il dio Macone, citato nella poesia, dovrebbe essere  una variante medievale del nome di Maometto)...

Gujil

 era tanto tempo fa, a Capannori,
chiocciole dappertutto, sui muri,
sull'erba profumata di pioggia;
noi, come bimbi, passeggiammo tra loro...

mercoledì 9 agosto 2017

Siamo un pasaggio di allodole...



L'allodola e la luna
 
L'allodola e la luna sole nel cielo:
lei sorta appena e il passero spaurito
dal pino nero e i silenziosi spari
dei finti cacciatori in mezzo al grano nascente.
Nessuno l'attendeva. Nessuno attende.
Volava di traverso con tutto il cielo in gola.
Sotto di lei crollavano i papaveri,
un'ombra cancellava coi grossi pollici
il dolce vino e il viola del tramonto.

In una stanza in fondo, la memoria,
lasciata ai suoi più torbidi solitari,
di te non s'informava, fine d'un grande giorno:
giorno da meditare
davanti a una finestra, col silenzio alle spalle.
 
Vittorio Bodini
 
 

allodola  
femminile singolare (pl: allodole)

1.- (zoologia) piccolo uccello dell'ordine dei Passeriformi, di colore grigio bruno, con becco appuntito e lunga unghia posteriore, noto per il suo trillo modulato, la sua classificazione scientifica è Alauda arvensis
2.- (senso figurato) specchietto per le allodole, lusinga dal latino volgare alaudula (fonte Treccani), forma diminutiva del classico alāuda, di origine celtica.
 
Da sempre il suo canto ispira poeti, scrittori, musicisti. Shakespeare la chiamava “La messaggera dell’alba” sapendo che canta al sorgere del sole.
L’allodola è uno degli uccelli più poetici che esistono, ma oggi, a causa della caccia e dei problemi legati ai suoi habitat naturali, rischia di scomparire per sempre.
Piccolo uccello delle campagne, vivace e riconoscibile per la sua voce cristallina.
L’allodola (Alauda arvensis) canta quando spicca il volo verso l’alto, canta alle prime luci dell’alba. Ed è proprio questa caratteristica quasi magica ad affascinarci, tanto che da sempre l’uomo ha dedicato leggende, favole e poemi a questo bellissimo animale portatore del nuovo giorno (dalla rete).
 
come un allodola, stupida o curiosa,
lo specchietto mi chiama e rispondo;
il riflesso è una luce abbagliante
ma rivedo ciò che ho sempre amato...

martedì 8 agosto 2017

Poesia e luoghi

 
Chissà se i posti lo sanno

Chissà se i posti lo sanno
dell'ultima volta che stai,
di quando una lieve tristezza
sembra sapere, sicuramente conosce,
noi sì ferma l' istante...

Anonimo
del XX  secolo
poesie ritrovate
 
 

lunedì 7 agosto 2017

Giorni di minime estive #4


In un contesto, solo,
come uccello marino additivi
ai naviganti approdi,
nascosti, celati e remoti...

Gujl