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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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domenica 20 luglio 2014

Aforisma

Gli scrittori si forgiano nell'ingiustizia 
come si forgiano le spade.
 
Ernest Hemingway
 
 
chissà
come si forgiano
i poeti...

sabato 19 luglio 2014

Falene

Pensiero per Sabrina

Quando un battito d'ali
e non capire,
farfalle? 
falene?
fremere ogni volta
il cuore che piange...
quasi un anno è passato
ma ancora sussulto
quando un battito d'ali...

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate


FALENE
Eteroceri, cioè "diverse antenne".
Le falene sono degli insetti che, come le farfalle, appartengono all'ordine dei Lepidotteri, ed hanno abitudini generalmente notturne.
Scopriremo guardandole più da vicino, che anche tra le falene, ci sono esemplari bellissimi e colorati, non sono solo insetti fastidiosi che svolazzano intorno ai lampioni e lampadari di casa nelle calde serate estive, ma hanno spledidi tessuti alari simili ad arazzi magnificamente decorati a scopo mimetizzante o talvolta ai fini del corteggiamento.
Le antenne delle falene, a differenza di quelle delle farfalle, possono avere diverse forme: pennate o bipennate, cioè ramificate come un pettine, filiformi, a bastoncello, ecc., mentre le ali, a riposo, sono chiuse a tetto o aperte.
Spesso pensiamo che le farfalle volino di giorno, e al calar della sera, vengono "sostituite" dalle falene. Ma ecco pronta una eccezione falene che vivono, svolazzano e si riproducono di giorno, una tra queste famiglia, sono le Zygaenidae alla quale appartengono le specie più comuni, zygaena filipendulae e Z. carniolica (dalla rete).

venerdì 18 luglio 2014

Frammento di Anonimo del XX° secolo


frementi desideri incombono
nel mattutino sceso,
come un giovane vecchio
assumo contegni dovuti;
nel chiaro riverbero
sogno pazzie...

Anonimo
del XX° secolo
frammenti ritrovati

giovedì 17 luglio 2014

Terre

Terra rossa terra nera,
tu vieni dal mare,
dal verde riarso,
dove sono parole
antiche e fatica sanguigna
e gerani tra i sassi &endash;
non sai quanto porti
di mare parole e fatica,
tu ricca come un ricordo,
come la brulla campagna,
tu dura e dolcissima
parola, antica per sangue
raccolto negli occhi;
giovane, come un frutto
che è ricordo e stagione &endash;
il tuo fiato riposa
sotto il cielo d'agosto,
le olive del tuo sguardo
addolciscono il mare,
e tu vivi rivivi
senza stupire, certa
come la terra, buia
come la terra, frantoio
di stagioni e di sogni
che alla luna si scopre
antichissimo, come
le mani di tua madre,
la conca del braciere.
 
27 ottobre 1945
Cesare Pavese
 
 orizzonti e linee,
facile come sognare,
come bere;
eppure distanze infinite
sono a volte colmate...
 
 

terreno [ter-ré-no] s.m.

  • 1 Strato superficiale della crosta terrestre: t. argilloso, sabbioso; suolo, terra: cedimento del t.
  • 2 Porzione della superficie terrestre con particolari caratteristiche morfologiche: t. collinare, montuoso; in rapporto alla coltivazione: t. arido, fertile || figg. preparare il t., predisporre le cose in modo tale da facilitare lo svolgimento di un'azione difficoltosa o di un compito delicato | trovare il t. adatto, trovare una condizione favorevole o riscontrare il favore di qlcu. | tastare, studiare il t., compiere un esame preliminare prima di prendere una decisione
  • 3 Appezzamento di terra SIN fondo, tenuta: t. fabbricabile
  • 4 mil. Area, campo su cui si affrontano eserciti in guerra o persone che duellano tra loro: lasciare vittime sul t. nemico || fig. guadagnare, perdere t., riscuotere più o meno successo
  • 5 sport. Campo di gara: un t. in perfette condizioni
  • 6 fig. Settore specifico, argomento: un t. ancora inesplorato nella medicina; ambito ristretto di competenza, campo: risolvere una vertenza sul t. legale
  • 7 biol. t. di coltura, base preparata con elementi nutritivi nella quale vengono fatti crescere, in laboratorio, microrganismi di vario tipo.

     dizionario Sabatini Colletti
     

mercoledì 16 luglio 2014

Luglio

Luglio è il settimo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano ed il secondo mese dell'estate nell'emisfero boreale, dell'inverno nell'emisfero australe, consta di 31 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile. 
Il mese fu chiamato così in onore di Giulio Cesare, nato il 13 di questo mese. 
Anteriormente, nel calendario di Romolo, era chiamato Quintile.
Luglio è l'unico mese ad avere due "giorni immaginari" utilizzati nella letteratura fantascientifica e nel sottogenere della canzone denominata "demenziale": il 32 luglio è il giorno in cui gli abitanti di una società totalmente asservita ad un immaginario potere temporale vivevano in permanenza nel romanzo breve di Frederik Pohl "Il tunnel sotto il mondo" (1955), trasposto in film nel 1969 da Luigi Cozzi, mentre "38 luglio" è il titolo del primo singolo del 1973 del gruppo degli Squallor.

Maestro Venceslao, 
Ciclo dei mesi: Luglio

  Di Luglio

Quando su ci si butta lei,
Si fa d’un triste colore di rosa
Il bel fogliame.
Strugge forre, beve fiumi,
Macina scogli, splende,
È furia che s’ostina, è l’implacabile,
Sparge spazio, acceca mete,
È l’estate e nei secoli
Con i suoi occhi calcinanti
Va della terra spogliando lo scheletro.

1931 (da “Sentimento del tempo”, 1943) 
Giuseppe Ungaretti


assolate rive,
di mari, di fiumi,
nel baluginio lontano
miraggi di caldo e luce...

martedì 15 luglio 2014

Ancora parole

Parole non dette
Parole che la bocca mai non disse,
per pietà, per orgoglio o per paura,
che i labbri spinse una demenza oscura,
che un più forte volere ivi confisse:
 
parole non di suono ma di palpito,
miste al sangue pulsante, alla saliva
di che il tacer s'abbevera, alla viva
carne che soffre, al cuor che batte a scalpito:
 
han, nel profondo ove s'accolgon bieche
(e chi dir non le volle in sé le udrà
sempre), un'allucinante fissità
di facce spente, di pupille cieche.
 
O creatura dalle chiuse labbra,
sulla parte di te che fu soppressa
il tuo silenzio è pari a una compressa
gelida su ferita che si slabbra.
 
O creatura che disio non chiama
più, che amor più non sveglia!... Un'ora sola
a te segnava Iddio per la parola
che non dicesti: ed or entro ti clama.
 
Rannìcchiati in disparte, ingoia il pianto,
avviluppati d'ombra. È tardi adesso
per la tua verità. Tu sei già presso
la soglia eterna, ove il silenzio è santo.
 
da "Esilio", 1914
Ada Negri
 

quante parole tra i denti,
nascoste nel cuore,
appena affiorate alla mente
ma mai dette,
mai pronunciate...
 
 

parola [pa-rò-la] s.f.


  • 1 Nella teoria linguistica moderna, minima unità isolabile all'interno della frase, composta da uno o più fonemi, dotata di un sign. autonomo fondamentale o di una funzione sintattica; anche, la sua rappresentazione grafica SIN termine, vocabolo, voce
  • 2 (spec. pl.) Insieme, sequenza linguistica considerata dal punto di vista del sign., discorso SIN espressione, affermazione: p. sincere, affettuose; p. di incoraggiamento
  • 3 estens. Lezione: seguire la p. dei maestri; consiglio: ascoltare la p. di un amico
  • 4 teol. Nel cristianesimo, Cristo; anche, i testi di ispirazione divina
  • 5 Espressione verbale di una promessa, di un impegno SIN assicurazione: mantenere la p. data
  • 6 Linguaggio, facoltà d'espressione: perdere, riacquistare la p. || gli manca solo la p., si dice di animale molto intelligente o di ritratto somigliante ed espressivo
  • 7 Diritto di parlare, di intervenire, in un'assemblea, nonché in alcuni giochi di carte (p.e. il poker): dare, prendere la p.; fig. facoltà di decisione, iniziativa: fallite le trattative, la p. è passata alle armi
  • 8 Modo di parlare: avere la p. facile; forma espressiva: la p. poetica
  • 9 (al pl.) Pura espressione verbale contrapposta all'azione e alla realtà SIN chiacchiere: ci vogliono fatti, non parole
  • 10 Cenno, menzione: non fare p. con nessuno di qlco.
  • 11 mus. (al pl.) In una canzone, testo poetico: parole e musica di Gino Paoli
dim. paroletta (Sabatini.Colletti)

lunedì 14 luglio 2014

Tronco

Il tronco è il fusto legnoso di una pianta arborea. È la struttura portante delle piante da cui si diramano i rami e le foglie tra i nodi e gli internodi dei tessuti vegetali. Lo studio degli anelli concentrici del tronco consente di comprendere l'età e le modalità di crescita dell'albero. Negli alberi naturali il tronco è la parte della pianta compresa tra la base e la cima. Il tronco è composto dalle seguenti parti:
  • Corteccia. La corteccia è il rivestimento più esterno del tronco. Alla corteccia spetta la funzione di proteggere il tronco dai parassiti e dagli agenti atmosferici.
  • Libro. Il libro ( floema ) è uno strato del tronco composto da fibre flessibili. Alle fibre spetta la funzione di condurre l'acqua e i sali minerali, un composto detto linfa, dalle radici ai ramificazioni fino alle foglie.
  • Cambio. Il cambio è lo strato del tronco che genera il legno verso gli strati più interni e il libro verso gli strati più esterni ( libro ). Il cambio è uno strato cellulare a cui spetta la funzione di produrre il materiale necessario alla crescita della pianta. Gli strati concentrici di accrescimento primaverile hanno un colore più chiaro rispetto agli strati autunnali.
  • Legno. Il legno ( xilema ) è lo strato interno del legno, di forma cilindrica, a cui spetta la funzione di sostenere l'albero. La parte legnosa è composta da due distinte zone:
    • Alburno. L'alburno è la zona esterna del legno in via di formazione. Il legno è più chiaro, ricco di linfa, più morbido e tenero rispetto agli strati legnosi più interni. È una zona soggetta agli attacchi dei parassiti e degli insetti.
    • Durame. Il durame è la zona più interna del legno. È composto dalle parti più vecchie, compatte e solide del legno. Ha un colore più scuro rispetto all'alburno. Il durame è la parte legnosa più pregiata per la produzione del legname. La zona è composta da anelli concentrici detti anelli annuali.
  • Midollo. Il midollo è la zona più interna del tronco in cui si deposita una sostanza cellulare spugnosa e molle, di colore chiaro, con funzione di parenchima di riserva. In alcuni alberi il midollo può scomparire nel corso del tempo lasciando il posto al legno oppure a una cavità vuota interna al tronco (dalla rete).
Vecchio tronco


Buja e fredda è la notte; la gelata
Piova flagella i vetri e il tetto innonda:
Entro l’ampio camin la rubiconda
Fiamma s’alza ronfando e si dilata.
Sopra la bragia incandescente fuma
Un vecchio tronco di betulla; geme
Riarso il legno, e fuor da’ capi spreme
Mista a denso vapor candida spuma.
Con le pupille spalancate e muto,
La feroce io contemplo opra del foco;
Guardo la fiamma e in mente a poco a poco
Mi torna il tempo giovenil perduto.
Ed ecco, sulla ruvida corteccia,
Cui gi・morde la fiamma, a un tratto io miro
Sculti due nomi e insiem legati; in giro
Come di mirto un ramoscel s’intreccia.
E mi sobbalza violento il core,
E più da presso a riguardar mi faccio:...
Il suo nome, il mio nome, ambi in un laccio;
Tutta la storia del mio primo amore!
Nel ribollir del subitano affetto
L’iniqua fiamma a spegnere m’accingo,
Poi tosto indietro quel pensier respingo,
E immobil resto con le braccia al petto.
Oh, vecchio tronco! il bel tempo giocondo,
La felice stagion, quando levavi
Fronzuti i rami al ciel, quand’ombreggiavi
Il suo candido viso, il capo biondo!
Brucia, povero tronco! ormai la balda
Giovinezza svanì spenta è la lampa
Della mia vita ormai! brucia, divampa,
Anco una volta il freddo cor riscalda. —
Fiammeggia il legno, e fuor da’ capi spreme
L’ultime stille, e di morir si duole:
Io guardo e taccio, e il volto mio due sole
Stille di pianto van rigando insieme.

Arturo Graf


la fine della strada
non si vede,
ma c'è,
là da qualche parte;
la intravedi
nei visi dei vecchi,
la senti 
nelle loro mani
è un riflesso
nei loro occhi...

domenica 13 luglio 2014

Aforisma

Il vento può infuriare e posarsi,
e il mare si gonfia e si placa,
ma il cuore della vita
è una sfera quieta e immobile.
E la stella che vi rifulge
non avrà mai tramonto.

Kahlil Gibran



che dire,
artefici di noi,
come sarti
o al telaio,
pungendosi
a volte...

sabato 12 luglio 2014

Scampolo

Scampoli

Siamo scampoli d'ansia
sparsi come ghiaia
sui selciati del vivere;
ci si ritrova a volte
su rive vergini e verdi,
eppoi a vivere ancora.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate



scàm-po-lo
Avanzo di stoffa; residuo
derivato di scampare nel significato estensivo di restare.
Lo scampolo è un piccolo avanzo di tessuto, il ritaglio di stoffa che rimane a lavoro finito - e che può poi essere rivenduto a prezzi modesti a vantaggio di chi, amatorialmente o professionalmente, recupera questi avanzi per i propri lavori di cucito.
È molto tenera l'immagine del pezzetto di stoffa che è scampato alla cucitura, e richiama un universo frugale, in cui per fare belle cose si racimolano le risorse come meglio si può - in primis attingendo agli scarti.
Quella dello scampolo è un'immagine molto suggestiva, e chi parla con inventiva può impiegarla in maniera estremamente versatile.
Si potrà parlare degli scampoli di cultura che si riescono a raccattare in una città intellettualmente minerale; il mattino dopo la festa si farà una ghiotta colazione con gli ultimi scampoli di torta della sera prima; e negli scampoli di tempo ci si dedicherà a progetti leggeri a lungo termine.
Questa parola può anche essere usata per descrivere persone: lo scampolo in questo caso è il corto - di statura, d'ingegno o di virtù.
Insomma, lo scampolo d'uomo o di donna è un ritaglio rispetto a quello che una persona dovrebbe essere (dalla rete).

venerdì 11 luglio 2014

Riflesso

Ho udito i vecchi, molto vecchi, dire:
«Tutto muta,
E a uno a uno ce ne andiamo via».
Avevano mani come artigli, e le ginocchia
Erano contorte come i vecchi pruni
Sulla riva.
Ho udito i vecchi, molto vecchi, dire:
«Tutto ciò ch'è bello scorre via
Come l'acqua».
 
W.B. Yeats 


scavato dagli anni
ma ancora vivo;
la pioggia lo scorre,
il vento lo sferza,
ma ancora vivo...