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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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domenica 30 giugno 2013

Quiete tra poesia e commento

Nella situazione di inerzia non c’è emozione, si può dire che nello stato di inerzia o quiete c’è benessere in quanto non c’è alcun elemento turbativo.
Non si può e lo vedremo più avanti parlare di gioia in quanto la gioia è comunque energia, movimento, eccitazione.
Nello stato di quiete c’è benessere, beatitudine, appagamento, non gioia.
Le situazioni di disequilibrio possono essere varie: uno stato di bisogno o necessità, un conflitto interiore o esteriore, la percezione dell’esistenza di un problema, di una minaccia, o di un pericolo, situazioni stressanti, o anche situazioni positive di forte coinvolgimento come nel caso dell’innamoramento (dalla rete).



Quiete

Notte di quiete,
dopo la sete
di sonno
di pace,
notte in cui tace
l'urlo del male
non sale.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

sabato 29 giugno 2013

Poesia e riflesso





Cielo di Giugno

Si spegne una stella,
si accende un sospiro,
nel cielo di Giugno
il sole riscalda
un passare indeciso.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

venerdì 28 giugno 2013

Ancora Emily

Emily Dickinson


there is another sky,
ever serene and fair,
and there is another sunshine,
tho' it be darkness there -
never mind faded forests, Austin,
never mind silent fields -
here is a little forest
whose leaf is ever green -
here is a brighter garden -
where not a frost has been,
in it's unfading flowers
I hear the bright bee hum,
prithee, my Brother,
into my garden come!
   
c'è un altro cielo,
sempre sereno e bello,
e c'è un'altra luce del sole,
sebbene sia buio là -
non badare alle foreste disseccate, Austin,
non badare ai campi silenziosi -
qui è la piccola foresta
la cui foglia è sempre verde -
qui è un giardino più luminoso -
dove il gelo non è mai stato,
tra i suoi fiori mai appassiti
odo la luminosa ape ronzare,
ti prego, Fratello mio,
vieni nel mio giardino!




A conclusione di una lettera al fratello Austin del 17 ottobre 1851. Il testo è in prosa ed è preceduto da "The earth looks like some poor old lady who by dint of pains has bloomed e'en till now, yet in a forgetful moment a few silver hairs from out her cap come stealing, and she tucks them back so hastily and thinks nobody sees. The cows are going to pasture and little boys with their hands in their pockets are whistling to keep them warm. Dont think that the sky will frown so the day when you come home! She will smile and look happy, and be full of sunshine then - and even should she frown upon her child returning," ("La terra sembra come una povera vecchia signora che fino ad ora è sempre rifiorita dai colpi della sorte, ma in momento di distrazione alcune ciocche di capelli argentei le escono furtivamente dal cappello, e lei le ricaccia indietro velocemente e pensa che nessuno abbia visto. Le mucche stanno andando al pascolo e ragazzini con le mani in tasca fischiettano per tenersi caldi. Non credere che il cielo sarà così corrucciato il giorno in cui verrai a casa! Sorriderà e apparirà felice, e sarà pieno di sole allora - e se pure dovesse corrucciarsi quando il suo figliolo tornerà,"). (dalla rete)

mercoledì 26 giugno 2013

Rimpianto

Il rimpianto è una reazione negativa, conscia ed emotiva ad azioni e comportamenti compiuti nel passato. Generalmente viene accompagnato da tristezza, vergogna, imbarazzo o colpevolezza, che si manifestano dopo che una persona si rende conto che non avrebbe dovuto fare o avrebbe dovuto fare una determinata cosa che ha o non ha fatto. Il rimpianto è distinto dalla colpevolezza, in quanto questa è una senzazione molto più emotiva ed è difficile da spiegare e da comprendere in modo obiettivo. In questo caso, in termini di intensità emotiva, il rimpianto è un'emozione subordinata alla colpevolezza. Inoltre, nel caso della colpevolezza, la vergogna agisce in ambito sociale, mentre nel rimpianto solo nel piano strettamente personale. È inoltre distinto dal rimorso, che è una forma più intensa e più diretta del rimpianto ed è considerato dalla società come violento o vergognoso. Il rimpianto invece è più propenso a rimediare agli errori che ha commesso, o comunque a scusarsi di ciò che si è fatto ed accettare le eventuali punizioni. Il rimpianto non si manifesta soltanto per un'azione che si è fatta e che non si voleva fare, ma anche per azioni che si volevano fare e che non si sono fatte. In letteratura ed in retorica, il rimpianto è anche un forma di evocazione o espressione di sentimenti di mancanza, assenza (da wikipedia).


 
Il rimpianto

Silenzi irreali concludono
storie lontane, disperse,
in angoli angusti risiede
il dovere di mai, quello perso;
andai e rividi,
consumato di vento
il rimpianto...


Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

martedì 25 giugno 2013

Il cavallo arabo tra poesia e riflesso

Il Cavallo Arabo

Il cavallo puro sangue arabo è il prodotto di secoli di selezione ed uso in condizioni climatiche tanto difficili da consentire la sopravvivenza solo ai più resistenti e coraggiosi. A ciò si aggiunge il fatto che il criterio di allevamento delle tribù beduine è sempre stato di utilizzare i soggetti dotati del massimo di velocità e di fondo e in grado di sopportare lunghissime marce, il cui epilogo, culminava spesso in azioni guerresche ove velocità e ardimento costituivano la semplice differenza fra vivere e morire. Questo ha significato il cavallo per le tribù arabe nel corso di centinaia di anni. Quando gli Europei cercarono di migliorare le loro razze iniziarono l’importazione dall’Arabia di stalloni con cui incrociarle. Gli inglesi svilupparono il purosangue facendo largo uso di famosi stalloni come Byerly Turk, Darley Arabian, Godolphin Arabian. Non esiste purosangue sulle piste di tutto il mondo nelle cui vene non scorra l’85%-95% di sangue arabo. Altri Paesi poi, come Ungheria, Polonia, Francia, Germania, Spagna pianificarono il miglioramento delle loro razze con massicce immissioni di stalloni arabi provenienti dai deserti. Oggi, nessuna notevole razza equina è esente dall’impronta miglioratrice del cavallo arabo. Blaze discendente da Darley Arabian è stato il capostipite dell’Hakney. Da Messenger, derivato arabo, trae origine il trottatore Americano. Nella razza lipizzana l’importante linea Siglawi discende da un famoso stallone arabo chiamato appunto Siglawi. L’influsso del cavallo arabo è tuttora evidentissimo nelle razze del Sud Italia (Persano e derivati orientali in Sicilia) e nelle razze Sarde. Un grande interesse si è concentrato sul cavallo arabo per oltre due secoli; sempre però, maggiormente inteso al miglioramento delle razze autoctone che all’allevamento dell’arabo in purezza. La sua scarsa diffusione dovuta a costi eccessivi d’importazione, difficoltà di reperimento e trasporto, oggi è sormontata grazie al superamento di questi problemi. Migliaia di cavalli puro sangue arabi vengono ogni anno registrati nel mondo sotto il controllo della WAHO (World Arabian Horse Organisation). Gli U.S.A., il Canada, l’Inghilterra, la Russia, la Polonia, la Germania e l’Egitto primeggiano nell’allevamento e nel numero di cavalli registrati. Perché tanta attenzione ruota oggi attorno al cavallo puro sangue arabo? Per comprenderlo occorre anzitutto analizzarne le caratteristiche. Altezza da mt. 1,45 a mt. 1,55 ma esistono soggetti più piccoli e più alti; pelo corto, fine, soffice; criniera e coda seriche; mantello: baio, grigio, sauro e nero. La bellezza è più consona a inquadrarsi nei canoni dell’arte che in quelli della morfologia equina. Testa corta, fronte larga, occhi enormi pieni di espressione, orecchie fini e mobili, collo arcuato, spalle e pastorali ben inclinati. La schiena larga e corta, la profondità e l’ampiezza toracica segno distintivo della sua forza. L’arabo differisce dagli altri cavalli per costituzione e temperamento, è compatto nella conformazione e famoso per la sua resistenza. Nelle gare di fondo non ha rivali grazie al suo metabolismo particolare. È nota inoltre la sua capacità di portare grossi carichi, fuori dai consueti rapporti peso trasportato/peso del cavallo, validi per tutte le altre razze. Il Gen. Dumas nel suo libro «Le vrai cheval arabe» fornisce dettagliate tavole di caricamento per cavalli arabi in servizio nelle truppe francesi del Sahara; in breve: 153 Kg. di carico comprensivi di cavaliere, bardatura, armi e viveri per 7 giorni e distanze coperte sull’origine di 100 Km. giornalieri. L’arabo è famoso per la sua meravigliosa disponibilità, temperamento e bontà, stile e bellezza associate a facilità di apprendimento e serietà. Anche gli stalloni, non presentano difficoltà particolari e in genere possono essere montati con sicurezza anche da bambini. La versatilità è un’altra formidabile caratteristica della razza. Soggetti propriamente selezionati possono correre veloci come purosangue Inglese, trottare alle andature più rilevate come un Hakney o un Saddle bred, possono lavorare il bestiame come un Quarter Horse, cacciare e saltare come un Hunter, servire come cavallo da parata o tirare elegantemente un calesse, una carrozza o una slitta. L’arabo è realmente un cavallo per tutti gli usi e attaccato o bardato come volete, resterà inconfondibilmente un arabo (dalla rete).


Alla vita

 
Non prenderai il mio rossore
intenso - come le piene dei fiumi!
Sei il cacciatore, ma io non cederò,
sei l'inseguimento, ma io sono la fuga.

Non prenderai la mia anima viva!
Così, nel galoppo delle cacce -
si china - e morde
una vena il cavallo
arabo.

Marina Ivanovna Cvetaeva




e corse infinite
infiniti richiami
dove senso e bugia
sono solo parole...

lunedì 24 giugno 2013

Cagnolini da vendere

Il padrone di un negozio aveva messo sulla porta un cartello con la scritta “cuccioli da vendere”.
Poco dopo arrivo un ragazzino che attratto dalla scritta chiese quanto costavano i cuccioli.
L’uomo rispose:- Intorno a 30-50 euro.-
Frugate le tasche il ragazzo raccolse tutte le monetine che aveva e disse:
-Ho 2,37 euro, posso vederli?-
Il proprietario sorrise e fece un fischio.
La sua cagnetta di nome Lady venne fuori dal canile seguita da cinque piccoli cuccioli. Ma uno dei cuccioli restava dietro…subito il ragazzino scelse il cucciolo zoppo rimasto indietro.
-Di cosa soffre questo cagnolino?-
L’uomo spiegò che sin dalla nascita il veterinario aveva detto che il cucciolo aveva una malformazione all’anca che l’avrebbe fatto zoppicare per tutta la vita.
Il ragazzino era entusiasta:
- E’ proprio questo che voglio comperare-
L’uomo rispose:
-No, non puoi comperare questo cucciolo, ma se lo vuoi proprio, te lo regalo!-
Il ragazzo era sconvolto.
Guardò l’uomo diritto negli occhi e disse:
-Non lo voglio in regalo. vale come gli altri e lo pagherò prezzo intero. Vi pagherò subito 2,37 euro e poi ogni mese vi porterò 50 centesimi finche il debito sarà saldato .-
L’uomo controbatté -Non devi comperare questo cucciolo, non potrà mai correre ,saltare e giocare… -
Allora il ragazzino si chinò e cominciò ad arrotolare una delle gambe del pantalone e fece vedere una gamba malata rattrappita, sostenuta da un’intelaiatura d’acciaio.
Guardo l’uomo e disse :-Non corro molto bene e il cucciolo avrà bisogno di qualcuno che lo capisca.-
L’uomo si morse il labbro inferiore e lacrime stavano per spuntarli agli occhi …sorrise e disse:
- Ragazzo mio, spero e prego che ogni cucciolo trovi presto un padrone uguale a te!-
Nella vita poco conta chi voi siate, se qualcuno vi valuta per quello che siete ,vi accetta e vi ama incondizionatamente .
Il vero amico e’ quello che si avvicina quando il resto del mondo si allontana.

(dalla rete)

domenica 23 giugno 2013

Poesia e rilfesso


Mattino
La finestra socchiusa contiene un volto
sopra il campo del mare. I capelli vaghi
accompagnano il tenero ritmo del mare.
 
Non ci sono ricordi su questo viso.
Solo un'ombra fuggevole, come di nube.
L'ombra è umida e dolce come la sabbia
di una cavità intatta, sotto il crepuscolo.
Non ci sono ricordi. Solo un sussurro
che è la voce del mare fatta ricordo.
 
Nel crepuscolo l'acqua molle dell'alba
che s'imbeve di luce, rischiara il viso.
Ogni giorno è un miracolo senza tempo,
sotto il sole: una luce salsa l'impregna
e un sapore di frutto marino vivo.
 
Non esiste ricordo su questo viso.
Non esiste parola che lo contenga
o accomuni alle cose passate. Ieri,
dalla breve finestra è svanito come
svanirà tra un istante, senza tristezza
né parole umane, sul campo del mare.

Cesare Pavese



lontano, lontano,

come una mano stanca,
rieccomi in piedi,
col vento,
coi sogni...

sabato 22 giugno 2013

Poesia tra quadro e riflesso

Pensierino del mattino

La mattina alle quattro, d'estate,
il sonno d'amore dura ancora.
Sotto i boschetti l'alba deodora
le sere festeggiate.

Ma laggiù negli immensi cantieri
al sole dell'Esperidi, là
scamiciati, ecco i carpentieri
si agitano già.

Tranquilli, in quei deserti muschiati,
preparano il tavolato fino
dove ride il ricco cittadino
sotto cieli affrescati.

Per questi Operai affascinanti
a un re di Babilonia assoggettati,
ah! lascia un po', Venere, gli Amanti
dai cuori incoronati.

Regina dei Pastori!
porta acquavite ai lavoratori,
la loro forza vieni a ristorare
prima del bagno meridiano, in mare.


Arthur Rimbaud

Enrica Melotti, Il sogno del mattino, 1993


suoni dal  cielo,
dai rami oltre silenzi
che sanno di sonno
e ancora si dorme
il mondo riposa...

venerdì 21 giugno 2013

Vetrata tra storia e poesia

La vetrata è un insieme di lastre di vetro a differenti gradi di opacità, montate su intelaiatura di legno o di metallo (per lo più piombo). Viene usata per sigillare ed eventualmente decorare finestre o altro genere di aperture nelle pareti. Può avere funzione di parete divisoria. La tecnica utilizzata con intento decorativo è la pittura del vetro. Le figure di una vetrata sono realizzate con una serie di tessere di vetro colorato unite da un filo di piombo Sino al XIX° secolo i colori non sono dipinti sopra al vetro, ma il vetro stesso è già colorato.
La colorazione del vetro avviene durante la sua fusione, quando il vetraio mette nell’impasto le sostanze coloranti (i minerali come ossidi di ferro, di rame, ecc…); quindi il maestro vetraio lavora con vetri già colorati. Una volta che il vetro è fuso, egli ne preleva con una canna una parte e lo soffia imprimendo una rotazione alla canna stessa. La forza centrifuga fa sì che, questo "globo"(la parte prelevata)diventi un disco, una forma circolare piatta, dalla quale il maestro taglia le tessere. Questo vetro soffiato presenta delle "gobbe"perché non è liscio e uniforme e quindi neanche il colore lo è; infatti dove il vetro è più sottile, il colore sarà più sfumato, mentre dove il vetro è più grosso il colore sarà più intenso. Queste particolarità sono utilizzate per realizzare giochi di luce, di ombra e per dare anche un certo volume alle figure. Il taglio delle tessere, prima avveniva con dei ferri bollenti, poi in un secondo momento si utilizzerà il diamante, che incide la tessera che viene staccata con pressione. Alla fine, come ultima operazione, si compongono le tessere fino a farle diventare delle figure. Dopo si procede con la stesura della grisaglia, che è un colore scuro (nero, bruno, grigio scuro) che serve per fare i particolari (occhi, naso, capelli e le stesse pieghe dei vestiti). Questa è un’operazione molto importante perché altrimenti si vedrebbe una figura senza volume. Dopo che è stata passata la grisaglia si rimette il vetro in un forno (a 600°), in modo tale che la grisaglia (che per altro contiene anche del vetro polverizzato) si saldi perfettamente alla tessera. L’ultima fase è quella di ricomporre le tessere con i piombi (dalla rete).


Vetrata

O memoria, la terra è il tuo ritorno
negli occhi, le magnolie
in un torno di gridi dai cortili
traboccano, sui lividi ginocchi
spunta l’età più grande come un’alba.
Una febbre rimuove dagli stipiti
la madre dolcemente: là trasporta
simile a luce le vele dal porto:
afosa muove sulle braccia a chi
non scorda. Mentre un lampo rosa inonda
la finestra, l’attesa: una tempesta
di caldo, un bacio che fa vana ressa.
E i cani spenti di una festa delirano
di viola se grappoli di nulla
pendono già a un oriente.

Piero Bigongiari


di là dal vetro, io,
come un solitario,
quasi un ideale;
rivivo, rivedo,
riamo...

giovedì 20 giugno 2013

Frammento





flessuoso vino mi inebria
con tanto atteso rivivo
risento i semi del vento
e fluttuo come trepida ala...

Anonimo
del XX° secolo
frammenti ritrovati