Dalle valanghe d'oro del vecchio azzurro, il giorno Primevo e dalla neve immortale degli astri, Un tempo i grandi calici tu ritagliasti intorno, Per la terra ancor giovane, vergine di disastri,
Il gladiolo selvaggio, cigni dal collo fino, E quel divino lauro dell'anime esiliate Vermiglio come l'alluce puro del serafino Che colora un pudore d'aurore calpestate,
Il giacinto ed il mirto, adorato bagliore, E, - simile alla carne della donna, la rosa Crudele, del giardino chiaro Erodiade in fiore, Quella che uno splendente feroce sangue irrora!
Tu facesti il candore dei gigli singhiozzanti Che mari di sospiri sorvola dolcemente E per l'azzurro incenso dei pallidi orizzonti In sogno lento sale alla luna piangente!
Osanna sopra il sistro e dentro l'incensiere, Nostra Signora, osanna da questi nostri limbi! E si disperda l'eco nelle celesti sere, Estasi degli sguardi, scintillio dei nimbi!
O Madre, che creasti nel seno giusto e forte, Calici in sé cullanti una futura essenza, Grandi corolle con la balsamica Morte Per lo stanco poeta roso dall'esistenza.
StéphaneMallarmé
io li vedo,
li accarezzo e li tocco,
il profumo mi piace,
il colore mi dà pace...
Le parti del fiore Le parti che costituiscono il fiore sono foglie trasformate e altamente specializzate. Se osserviamo un fiore dall'esterno verso l'interno troviamo: il calice , formato dai sepali, di colore verde; la corolla formata dai petali, per lo più colorati. All'interno di questo "involucro"sterile si trovano gli organi della riproduzione maschile e femminile. Quelli maschili sono detti stami, costituiti da un filamento che sostiene l'antera, al cui interno c'è il polline. La parte femminile è detta pistillo, che ha la forma di un fiasco, la cui parte basale, cioè quella larga, costituisce l'ovario all'interno del quale troviamo le spore con gli ovuli femminili; il collo del fiasco è lo stilo, che finisce con lo stimma (dalla rete).
1. calma tranquillità silenzio assenza di rumori e movimenti fastidiosi la quiete della campagna quiete pubblica - assenza di disordini che perturbino la convivenza turbare la quiete pubblica
L'esangue primavera già tristemente esilia L'inverno, tempo lucido, tempo d'arte serena, E in me, dove un oscuro sangue colma ogni vena, L'impotenza si stira ed a lungo sbadiglia. Crepuscoli s'imbiancano tiepidi nella mente Che come vecchia tomba serra un cerchio di ferro, Ed inseguendo un sogno vago e bello, io erro Pei campi ove la linfa esulta immensamente. Poi procombo snervato di silvestri sentori, E scavando al mio sogno una fossa col viso, Mordendo il suolo caldo dove, sbocciano i fiori, Attendo nell'abisso che il tedio s'alzi... Oh riso Intanto dell'Azzurro sulla siepe e sui voli Degli uccelli ridesti che cinguettano al sole!
Per la Chiesa cattolica, il Venerdì Santo è il giorno della morte di Gesù Cristo, secondo giorno del Triduo Pasquale, che segue il giovedì santo. Come nel Mercoledì delle Ceneri, i fedeli dai 14 anni di età sono invitati all'astinenza dalla carne (sono ammessi uova e latticini), e quelli dai 18 ai 60 anni al digiuno ecclesiastico, che consiste nel consumare un solo pasto (pranzo o cena) durante la giornata (è ammessa, oltre a questo, una piccola refezione). Il digiuno si compie in segno di penitenza per i peccati di tutti gli uomini, che Gesù è venuto ad espiare nella Passione, ed assume inoltre il significato mistico di attesa dello Sposo, secondo le parole di Gesù (Matteo 9,15); lo Sposo della Chiesa, cioè Cristo, viene tolto dal mondo a causa del peccato degli uomini, ma i cristiani sono invitati a preparare con il digiuno l'evento del suo ritorno e della liberazione dalla morte; questo evento si attua nel memoriale della sua resurrezione, la domenica di Pasqua. Non si celebra l'Eucaristia: infatti durante la celebrazione liturgica pomeridiana del Venerdì santo si distribuisce l'eucaristia consacrata il giorno precedente, il Giovedì Santo (Celebrazione In Coena Domini), in cui si ricorda l'ultima cena del Signore con i discepoli e il tradimento di Giuda. La liturgia inizia nel silenzio, come si era chiusa quella del giorno precedente e come si apre quella della veglia di pasqua nella notte del sabato santo, quasi a sottolineare come il triduo pasquale sia un'unica celebrazione per i Cristiani. La liturgia è incentrata sulla narrazione delle ultime ore della vita terrena di Gesù secondo il Vangelo di Giovanni e sull'adorazione della croce, molto importante, in questo giorno. La croce non è un semplice strumento di tortura, ma è segno dell'amore che Dio nutre verso gli uomini. Con la croce Dio riporta la vita vera nel mondo, con la croce Dio insegna all'uomo ad amare. I cristiani in questo giorno sono invitati ad adorare la croce di Cristo e a non vivere rassegnati dinanzi alle proprie croci di ogni giorno, perché solo morendo si risuscita a vita eterna. In questo giorno si celebra in modo "solenne" anche la Via Crucis (da wikipedia).