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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 14 ottobre 2017

Cielo


Cielo

Cielo, parola grande
quanto il mare
che ci lasciamo dietro, che scordiamo
.
 
Juan Ramón Jiménez
da "Diario de un poeta reciencasado" (1917)
  
Cielo
sostantivo maschile - pl. -i
dizionario Garzanti

1.- lo spazio in cui si muovono gli astri e la Terra; la massa d’aria, l’atmosfera che circonda la Terra: cielo coperto, nuvoloso, sereno; la volta del cielo |color del cielo, azzurro, celeste 
2.- parte di volta celeste che si trova sopra un orizzonte locale, sopra una città, una regione: il cielo di Lombardia, così bello quand’è bello (MANZONI P.S. XVII) |sotto un altro cielo, in un altro paese | in aeronautica, la zona aerea sovrastante una località 
3.- nell’antico sistema astronomico tolemaico, ciascuna delle sfere celesti: cielo della Luna, di Marte
4.- in diverse religioni, la sede della o delle divinità; in particolare, nel cristianesimo, il paradiso come sede di Dio e dei beati (in questo significato anche plurale); Dio stesso, la provvidenza divina: il regno dei cieli; pregare il cielo | (prov.) raglio d’asino non arrivò mai in cielo, le offese degli sciocchi o degli ignoranti non colpiscono le persone intelligenti o moralmente superiori |salire al cielo, morire (con riferimento a chi si ritiene sia stato in vita buono o innocente, così da meritare il paradiso)
|voglia il cielo, volesse il cielo, si usa per esprimere un desiderio: volesse il cielo che la legge fosse davvero uguale per tutti! |lo sa il cielo, si usa per rafforzare, confermare un’affermazione, oppure con riferimento a qualche cosa che non si sa e che si pensa non sappia nessuno: lo sa il cielo se è vero!; lo sa il cielo che non è così; lo sa il cielo dove si nasconde!
 5.- parte superiore di un ambiente chiuso; volta, copertura: il cielo dell’automobile
 
Etimologia: ← lat. elu(m).
 
sopra di noi, di me,
azzurro o cupo grigio,
agitato e pieno di cose
ali che sembrano barche...

venerdì 13 ottobre 2017

Refolo

un filo di vento,
un refolo, un attimo;
poi torna il pensiero,
si incontra con me...
 
Gujil
 
rèfolo
(non com. rìfolo)
 s. m. [affine a folata].
– TRECCANI - 
 
Improvviso soffio di vento, intermittente ma di direzione costante: la vela fu investita da un r. di bora; un r. fiacco di vento faceva oscillare i rami del fico carichi di foglie (Dacia Maraini).
 
 

giovedì 12 ottobre 2017

Dove...

 
Chissà se vanno
dove andiamo noi,
ci aspetteranno?
fedeli come sempre?
Chissà se il sole...
 
Gujil

martedì 10 ottobre 2017

Congedo (a Nando in viaggio)


Busi Giovanni detto Cariani (1485 ca./ 1547)
"Congedo di Cristo alla madre"   
Congedo
 
Mi libero negli spazi
da questo grumo di argilla
pesa,
e mi sento affiorare
alla
superficie dell'infinito,
come una polla d'acqua

che salga alle radici del mare.
 
Elpidio Jenco 
da "Poemi della primalba", 1918


Busi Giovanni detto Cariani
(1485 ca./ 1547), olio su tela,
"Congedo di Cristo alla madre",
Scuola veneziana Fuipiano Val Imagna (Bg), 1480 circa - Venezia, 1547


 
La particolare iconografia del dipinto ha suscitato diverse interpretazioni: dalla guarigione della suocera di Pietro, a Cristo in casa di Lazzaro, a quella, più recente, del concedo di Cristo dalla madre, proposta dalla Cortesi Bosco in analogia con la tavola di Lorenzo Lotti agli Staatliche Museen di Berlino.
La destinazione devozionale del quadro giustifica la semplicità pittorica e l’intonazione familiare della scena, resa con una “eccezionale freschezza del colore madido di luce” (Venturi), che introdurrebbe a una datazione intorno al 1525, alla fine del soggiorno bergamasco del Cariani o all’inizio del secondo periodo veneziano.
Pinacoteca Ambrosiana (dalla rete)
 
chi va, più non sa tornare,
un tripudio di lacrime, i visi;
scoperto da un niente il vento
solleva le foglie d'autunno...


lunedì 9 ottobre 2017

Séamus Heaney

Séamus Heaney [ˈʃeɪməs ˈhiːni]
Castledawson, 13 aprile 1939 – Dublino, 30 agosto 2013)
è stato un poeta irlandese, Premio Nobel per la letteratura nel 1995, massimo rappresentante contemporaneo del rinascimento poetico irlandese.
È uno dei più grandi poeti del Novecento, grande esponente della cultura irlandese. Nacque nella fattoria "Mossbawn", tra Castledawson e Toomebridge, in Irlanda del Nord, nella Contea di Antrim, primo di nove figli. Nel 1953 la famiglia si trasferì a Bellaghy, a pochi chilometri, dove il poeta visse la giovinezza. La sua prima formazione scolastica avvenne ad Anahorish (in gaelico, "il luogo delle acque chiare"). Nel 1957 si iscrisse alla Queen's University Belfast; dopo la laurea in Lettere, insegnò a Belfast, e in seguito a Dublino. L'Irlanda ricorre nella lirica del poeta attraverso paesaggi, ricordi giovanili e temi della rinascita irlandese (Celtic revival).
Ha vissuto tra l'Irlanda e gli Stati Uniti, dove dal 1984 ha insegnato all'Università di Harvard. In tutte le opere di Heaney hanno rilievo le vicende legate al problema dell'indipendentismo irlandese.
La sua poetica è legata alla sua terra, alla vita politica del paese.
Come egli ha scritto nella poesia Digging, il poeta userà la penna come il nonno e il padre hanno usato la vanga.
Il cantante Bono, leader degli U2, ha dichiarato come le opere del poeta fossero molto importanti per lui, in particolare From the Republic of Conscience, che considera come un testo religioso.
Dalla morte di Heaney, l'artista dona un'opera del premio Nobel a tutte le personalità che incontra durante la sua attività di filantropo (da Wikipedia)


Fusto di pioggia
 
Capovolgi il fusto e quello che succede
è una musica che non avresti sperato mai
d’udire. Lungo il secco stelo di cactus scorrono
acquazzoni, cascate, rovesci, risacche.
Ti lasci attraversare come un condotto
d’acqua, poi lo scuoti di nuovo leggermente
ed ecco un diminuendo che corre per le sue scale
come una grondaia gemente. Di seguito,
uno spruzzo di stille da foglie irrorate,
sottile umidità d’erba e margherite;
poi mille luccichii come soffi di brezza.

Capovolgi ancora il bastone. Quel che succede
non è sminuito dall’essere accaduto una volta,
due, dieci, mille volte prima.
Che importa se tutta la musica che traspare
è un cadere di pietriccio e semi secchi lungo un fusto
di cactus! Sei come l’uomo ricco accolto in paradiso
attraverso il timpano di una goccia di pioggia.
E adesso riascolta.
 
Seamus Heaney
da The Spirit Level, 1996
Traduzione di Roberto Mussapi

 
 natura pregressa e verde,
ancora nel cuore, ancora mia;
mi mancano i prati ed i boschi,
la riva del fiume, la pace...

domenica 8 ottobre 2017

Istanti, attimi...

 
Istante

Per nessuna verità al mondo.
Ma se vuoi,
per un soldo di silenzio.

È un istante che divide a metà il paesaggio.

Un attimo umile,
quando qualcuno respira al posto nostro.

Jan Skácel
Da "Solo un poeta"
Traduzione di Annalisa Cosentino
 



Un Saggio con il suo mantello azzurro
camminava in riva al mare.
Un discepolo gli chiese:
“Maestro, ma io morirò senza aver mai visto
l’altra faccia del mare?”.
Il Maestro lo guardò, sorrise, e poi gli chiese:
“Ma tu hai mai provato ad
entrare nel mare e a nuotare verso l’orizzonte?”.
“Sì Maestro disse il discepolo
ma vedi, dopo un po’ mi stanco e vado a fondo”.
“Questo lo so disse il Maestro
ma hai mai provato ad entrare con la tua mente nel mare?”.
“Sì Maestro, ho provato.
Ma non riesco a giungere all’altra riva,
perché mi stanco e ritorno nella mia mente”. Il Maestro riprese a camminare e disse:
“Figliolo, io cammino tutte le mattine in riva al mare pregando e meditando.
Ma se ti dicessi che questo mare non esiste… se ti dicessi
che la tua mente non esiste… se ti dicessi
che il tuo Maestro non esiste… tu cosa risponderesti?”.
“Oh no, Maestro
rispose il discepolo io ti vedo.
Vedo il mare, vivo le tensioni della mia mente e quindi queste cose esistono”.
“Allora, figliolo, quando non le vedrai o sentirai più, non esisteranno?”.
Il discepolo rimase muto a pensare poi disse:
“Cosa vuoi dirmi Maestro?”.
Il Maestro sorrise e disse:
“Vivi l’attimo, per ciò che è.
Non farti tante domande.
 Il domani verrà
e ti porterà o non ti porterà il mare, ti porterà o non ti porterà il Maestro.
Ma lascia che questa scelta sia fatta dalla volontà divina.
Abbandona i tuoi pensieri e la tua mente, scioglili nel mare,
e lascia che la tua anima si abbandoni e si annulli nella luce”.

attimi, volano e vanno,
come ieri soli e statici
eppure ancora vivi, insieme,
ancora eretici e folli...
 

sabato 7 ottobre 2017

Il tempo stringe, urge, incalza, cioè sta per scadere il limite di tempo ...

 
 

il tempo stringe la cinghia,
i vecchi passano, intorno, 
e noi?
ci rimane un orizzonte da inseguire
restiamo attoniti di fronte a parole insulse
eppure...
di tanto in tanto comprendiamo
ci poniamo al centro delle cose
come sfrontati ridicoli Dei ,
poi,
i vecchi...
siamo noi...
 
Gujil

venerdì 6 ottobre 2017

Poesia e dipinto




Giuseppe Faraone
"Tram a Milano"
Dipinto
 
So che se toccassi
con la mano l’angolo del quadro
dove arde il giallo
mi brucerei
o avrei marchiata
per sempre di delirio

la punta delle dita.
 
Ferreira Gullar
  
i quadri, quelli del Tino,
a ricordare, ad esserci;
nei dipinti fermiamo, delebili,
attimi di sogni perduti...

giovedì 5 ottobre 2017

Ciliegie

Ciliegie

 

Quando l’amore sui trampoli
stuzzica i vialetti di ghiaia,
e fino agli alberi arriva,
vorrei tanto riconoscere anch’io

le ciliegie come ciliegie,

 

non più corto di braccia,

mediante scale cui sempre manca
qualche piolo, vivere di frutta
cascaticcia, frutta cotta.

 
Dolce e più dolce, quasi nera;
i merli fanno sogni così rossi...
Chi dà baci e a chi,
quando l’amore
sui trampoli fino agli alberi arriva?
 
Günter Grass
da Gleisdreieck, 1960




In base alla regola empirica che si usa per il plurale dei nomi in ➔-cia, -gia, -scia, la grafia corrente del plurale di ciliegia è ciliegie.
Tuttavia, fino alla metà del secolo scorso ha avuto una certa diffusione anche la grafia ciliege (latino *cereseae).
La si ritrova ancora nel titolo dell’ultimo romanzo di Oriana Fallaci, pubblicato postumo: Un cappello pieno di ciliege.
In questo secondo caso, la scelta si dovrà o alla formazione linguistica della scrittrice (nata nel 1929) o all’ambientazione storica del romanzo, dato che l’espressione proviene da una lettera che s’immagina scritta nel Settecento (TRECCANI).
  
rosse, succose, tonde,
ricordi di fanciullo e prati;
ora bevo nel lago
di un rammentare indicibile