Il concetto di
Pasqua in tempo di guerra rappresenta un profondo paradosso spirituale e
umano, contrapponendo il messaggio di "passaggio" e rinascita alla
realtà distruttiva dei conflitti globali.
Pasqua in trincea
Non una madre a
noi con braccia alacri
aperse la
finestra al nuovo sole,
nessuno aggiunse
a tepidi lavacri
odor di viole.
Non c'è per noi
nel vecchio canterale
tra nafta e
alloro l'abito di festa,
nessuna donna al
riso mattinale
per noi s'è
desta.
Un abito pareggia
ed accomuna
i figli della terra
multiforme,
nella vicenda
varia di fortuna
con noi s'addorme
l'abito
grigioverde sulla paglia:
nella licenza lo
mendò con cura
la madre: l'abito
tuo di battaglia,
di sepoltura.
di sepoltura.
Ferdinando Bernini
Guerre ancora, basta, basta...
il mio essere rigurgita incredulo
odio che è radice di guerra
La Pasqua in tempo di guerra
assume il significato di una dolorosa resistenza spirituale e umana, contrapponendo il messaggio di vita e pace della resurrezione alla morte e distruzione dei conflitti.
Rappresenta una speranza irriducibile e un richiamo alla solidarietà, specialmente per chi vive sotto i bombardamenti o in zone di crisi.
Il concetto sottolinea la necessità di una pasqua di pace in un mondo
dilaniato dai conflitti, ricordando il valore della vita umana sopra le
logiche belliche.
In sintesi, il concetto di Pasqua in guerra
trasforma la festa in un momento di riflessione sofferta sul ruolo
delle religioni e sulla necessità di una fraternità universale che vada
oltre le giustificazioni della violenza.
(dalla rete)

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