Millet è la gente, quella vera. Quella che soffre la fame e la fatica e si spinge nel Credo ringraziando il Sommo anche per le proprie disgrazie. Buffo!
Eppure Millet ci crede, si inoltra nelle pieghe dei pensieri e le sue immagin i si tingono di colori crepuscolari, siano essi l'inizio o la fine della dura giornata dei poveri e degli umili lavoratori delle città e, soprattutto delle campagne.
Il suo non è populismo è una sorta di struggente clamore che inonda il mondo borghese dei benpensanti panciapiena.
Mi piace così come si vede, come si può osservare.
Nel sacco delle spigolatrici qualche povero frutto della terra...
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Ricordi Hieronymus Bosch... forse al Prado di Madrid...
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