venerdì 16 ottobre 2026

Padre mio!

Padre mio!
 
Ancora risuona nei sensi
quella così triste domanda
a cui non risposi, pietoso
così prossimo, vicino la fine 
che il mio pianto non seppe
altro che scorrere incredulo.

Padre mio! che ancora
mi stringi le vene del dire
che sempre premi sul cuore
del vivere giorni riposti
in angoli angusti intrisi
di sospiri e umide preci.
 
Intravedo il tuo incedere
lento, deciso, di sofferenti
membra provate dal tempo
eppure mai fosti lamento
ai figli che amasti silente
quasi in disparte, di lato.
 
Ora solo posso piangerti
ricordando com'eri e sorrisi
appena accennati, e carezze,
stupide cose che mancano
ridotti e luminosi frammenti
mischiati al potente dolore.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

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