sabato 31 ottobre 2026

Asfodeli

Nella Grecia e nella Roma antica, l'asfodelo era considerato il fiore dei morti e del sottomondo (creduto come il tramite per parlare con loro). 
Omero,
nell'Odissea, descrive il regno dei morti come una distesa infinita di "prati di asfodelo" (i Campi Elisi). Il prato di asfodeli non è un luogo di punizione né di beatitudine. Nella concezione omerica, le anime vi conducono un'esistenza pallida, senza forza, quasi un'eco della vita. La pianta che vi cresce rispecchia questa condizione: un fiore chiaro, sobrio, che fiorisce in luoghi spogli. Era l'erba dell'oblio, piantata sulle tombe sia come tributo per le anime dei defunti, sia come simbolo di immortalità.

Asfodeli

Madonna, se il cuore v’offersi,
il cuore giovine e scarlatto,
e se voi, con un magnifico atto,
lo accettaste insieme a` miei versi
di fanciullo poeta, e se voi

con l’olio del vostro amore
teneste vivo il suo splendore
e lo appagaste de` suoi
capricci assiduamente,
perché ieri lo faceste

sanguinare, lo faceste
lagrimare dolorosamente?
Tutte le sue gocce rosse
caddero a terra, mute,
poi che furono cadute

il cuore piú non si mosse
e come per incantamento
in ognuna fiorí un asfodelo,
il triste giglio del cielo
da l’eterno ammonimento. 

Sergio Corazzini

L'asfodelo (Asphodelus) è un genere di piante erbacee perenni appartenente alla famiglia delle Asphodelaceae, tipico della macchia mediterranea e noto fin dall'antichità per il suo profondo valore simbolico e la sua straordinaria resistenza al fuoco (dalla rete).

Chi parla nel giorno in cui
si festeggiano i morti? Lontano
di bianco le notti si tingono, è
musica nei cuori, qui solo dolore...
 
Il legame tra l'asfodelo e la comunicazione con i morti affonda le sue radici nella mitologia greca e romana, dove questa pianta era considerata il fiore simbolo del regno degli Inferi. Dal punto di vista scientifico e storico, l'asfodelo rimane una splendida pianta spontanea della macchia mediterranea che porta con sé millenni di storie, poesie e suggestivi miti legati al ricordo di chi non c'è più.
 

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