La relazione tra Kahlil Gibran e Mary Haskell è stata una delle
collaborazioni intellettuali e affettive più profonde del XX secolo.
Mary Haskell, preside di una scuola femminile a Boston e mecenate, non
fu solo l'amore platonico del poeta, ma la sua principale sostenitrice.
Le loro lettere, note come Mio amato profeta,
rivelano un amore che ha superato la distanza fisica.
(dalla rete)
Quando la
nebbia travolge il mio “io”, tiro fuori dalla piccola scatola due o tre
lettere e le rileggo.
Mi ricordano del mio vero me.
Mi fanno dimenticare
tutto quello che non è alto e bello nella vita.
Ognuno di noi, cara
Mary, deve avere un luogo in cui poter riposare da qualche parte.
Il
luogo di riposo della mia anima è un bellissimo boschetto in cui vive il
mio pensiero di te.
rimane un filo di pensieri,
di volti, chiari, sempre vividi
e le voci che ancora io sento...
La relazione tra Kahlil Gibran e
Mary Haskell (1908-1931) fu un profondo legame intellettuale, amoroso e
spirituale. Haskell, preside e mecenate americana, fu la musa e
sostenitrice economica del poeta, documentando la genesi di opere come
Il Profeta nel suo diario.
Oggi, queste lettere sono considerate una testimonianza preziosa non solo della vita privata dello stesso Kahlil Gibran, ma del processo creativo che ha dato vita a uno dei testi più letti al mondo.


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